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Kiwi Latina Igp


104 Kiwi Latina I.G.P.
Ortofrutticoli e cereali
Reg. CE n. 1486 del 20.08.04
GUCE L 273 del 21.08.04
Regione Lazio
Provincia Latina, Roma

kiwi latina

Disciplinare dell'Indicazione Geografica Protetta Kiwi Latina


Articolo 1
Denominazione
L'Indicazione Geografica Protetta KIWI LATINA è riservata esclusivamente al kiwi
rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


Art.2
Descrizione
Frutti della specie botanica Actinidia deliciosa, cultivar Hayward, destinati ad essere fomiti
allo stato fresco al consumatore
Il frutto ha forma-cilindrica-ellissoidale con altezza superiore al diametro, buccia di colore
bruno chiaro con fondo verde chiaro, tomentosità morbida, calice leggermente infossato;
polpa verde smeraldo chiaro, columella biancastra, morbida, circondata da una corona di
piccoli e numerosi semi neri.
I frutti selezionati per la commercializzazione, tenuto conto delle disposizioni specifiche
previste per ciascuna categoria e delle tolleranze ammesse, devono essere:
interi (ma senza peduncolo);
sani, sono comunque esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino
alterazioni tali da renderli inadatti al consumo;
- puliti, praticamente privi di sostanze estranee visibili:
sufficientemente sodi, né molli, né avvizziti, né impregnati di acqua:
- ben formati; sono esclusi i frutti doppi o multipli;
- praticamente privi di parassiti;
- praticamente privi di danni provocati da parassiti;
- privi di umidità estema anormale:
- privi di odore e/o sapore estranei.
I frutti devono avere un grado di maturazione minimo pari a 6,20Brix al momento della
raccolta e commercialmente sono classificati in due categorie.
- Categoria "Extra" peso: > 90 g
I kiwi di questa categoria devono essere ben sviluppati e presentare tutte le caratteristiche e la
colorazione della varietà.
Devono essere privi di difetti, salvo lievissime alterazioni superficiali, che non pregiudichino
la qualità e l'aspetto del prodotto o la sua presentazione nell'imballaggio.
- Categoria I
peso: > 80 g
I kiwi di questa categoria devono essere di buona qualità.
I frutti devono essere sodi e la polpa non deve presentare difetti.
Devono presentare le caratteristiche tipiche della varietà. Tuttavia, sono ammessi i difetti
seguenti, purché non pregiudichino l'aspetto esterno del frutto né la sua conservazione:
- un lieve difetto di forma (esclude protuberanze o malformazioni);
- un lieve difetto di colorazione.
Tolleranze di calibro
Nei limiti del 10%, in numero o in peso, il peso dei frutti della categoria Extra può variare da
85 a 89 g; il peso dei frutti della categoria I può variare da 77 a 79 g.


Art3
Zona geografica
La zona di produzione comprende 24 comuni in due province ( Latina e Roma ).
Per la Provincia di Latina n0
9 comuni di cui 7 per l'intero territorio e 2 in parte; per la provincia di
Roma n.15 Comuni di cui 3 in parte e 12 per l'intero territorio. Nella cartografia su base CTR
1:100.000 il perimetro dell'intera zona è marcato in nero grassetto, mentre sono delimitati con
reticolo i confini amministrativi comunali.
Per i comuni compresi parzialmente, la parte delimitante la zona viene riportata in particolari su
base IGM 1:25.000, così da evidenziare i punti del limite, che normalmente è rappresentato da un
elemento facilmente individuabile come strade, fossi ecc.
La tavola n. 5 riporta i particolari dei comuni di Sabaudia, Latina e Aprilia; la tavola n.6 i particolari
di Ardea e Pomezia, la tavola n.7  il particolare del Comune di Artena.
PROVINCIA DI LATINA: Sabaudia (parte), Latina, Pontina, Privemo, Sezze,
Cori, Sermoneta, Cisterna di Latina, Aprilia.
PROVINCIA DI ROMA: Ardea (parte), Pomezia (parte), Marino, Castel Gandolfo,
Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma, Lanuvio,Velletri. Lariano. Artena(parte),
Palestiina, Zagarolo. San Cesareo, Colonna.
Si parte dal vertice sud-ovest e proseguendo in senso orario si ha : incrocio della SS 148 (già strada
Mediana) con la Migliara 53 all'altezza di Borgo Vodice; da qui si prosegue verso nord-ovest lungo
la SS 148 fino ad incrociare la Migliara 49; dall'incrocio si prosegue verso sud-ovest fino ad
incontrare la strada Litoranea, quindi, si prosegue su questa verso nord-ovest lungo la Litoranea; si
attraversa Borgo Sabotino e si continua lungo la Strada Alta fino a raggiungere il fosso Astura; si
sale lungo l'Astura per circa 400 metri; si taglia trasversalmente "Valle D'Oro" in linea retta
immaginaria con direzione ovest fino al confine provinciale Latina-Roma; si prosegue verso N-0
seguendo il confine provinciale che delimita prima il Comune di Latina, indi quello di Aprilia da
quello di Nettuno. Si prosegue sempre lungo il confine provinciale Roma-Latina fino ad incontrare
la Strada Ardeatina; su questa con andamento nord nord-ovest, si attraversa Torre della Moietta,
C.le la Fossa, il confine di Ardea-Pomezia, si raggiunge Borgo Santa Rita da dove ci si dirige a
Nord fino al Bivio per Pratica di Mare; che si attraversa e si prosegue fino al confine Comunale di
Pomezia con Roma; da qui seguendo il confine comunale verso nord-est, si riincontra il confine
con Ardea. Si segue questo confine fino allo spigolo nord e ci si collega con il confine Sud-Ovest di
Albano; si incontra e si segue con andamento a zeta il confine di Castel Gandolfo e si collega con il
confine sinuoso di Marino in direzione dapprima verso Nord poi verso Est e quindi verso Sud ove
raggiunge Castel Gandolfo; prosegue su quest'ultimo in direzione Sud-Est fino a riincontrare
Albano Laziale; segue questo in direzione Sud-Est fino ad Ariccia, indi in direzione Est, raggiunge
il confine di Genzano di Roma che segue in direzione sud sud-est, fino ad incontrare il confine
territoriale di Velletri. Da qui si derige verso nord fin dove incontra il confine del comune di
Lariano; prosegue lungo questo confine fino a quello di Artena sul quale, in direzione nord, si
raggiunge il confine di Lariano e si procede su questo fino ad immettersi sul confine di Palestiina.
Incontrato il confine di San Cesareo ne segue l'andamento sinuoso verso ovest; si raggiunge il
confine di Colonna e proseguendo verso nord-ovest si riimmette sul confine nord di San Cesareo,
fino ad incontrare il confine di Zagarolo. Segue il perimetro di questo verso nord e va ad incontrare
il confine del Comune di Palestiina, che segue prima verso nord e continua fino ad incrociare il
confine di Artena, lo attraversa e, seguendo lo stradone di campagna, prima in direzione sud e
quindi sud-ovest raggiunge il confine di Artena con Lariano. Prosegue verso sud sullo stesso fino ad
incontrare il limite provinciale Roma-Latina con il vertice dei Comuni Lariano, Cori ed Artena;
prosegue lungo il confine provinciale in direzione sud-est fino al confine comunale tra Norma e
Cori, che segue verso sud fino ad incontrare il confine di Cisterna di Latina, che segue in direzione
sud-est fino al confine ovest del Comune di Sermoneta che percorre verso sud-est . Prende il
confine verso sud-est e percorrendo tutto il semiperimetro nord del Comune di Sezze raggiunge il
Comune di Privemo che con andamento prima verso est poi verso sud e sud-ovest incontra il
Comune di Pontinia. Percorre tutto il lato est, attraversa la ss 7 Appia e raggiunge il confine di
Sabaudia sul Fiume Sisto; da qui si dirige verso nord fino alla migliara 53 che, percorsa in direzione
sud-ovest raggiunge sulla SS 148 la rotonda all'altezza di Borgo Vodice da cui si è partiti. 


Art.4 
Prova dell'origine 
La provincia di Latina è stata tra le prime ad ospitare impianti specializzati della coltura
dell'actinidia, a partire dai primi anni 70.
Le condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla specie hanno consentito un rapido
sviluppo della coltura che già alla fine degli anni 70 era diventata un punto di riferimento
nazionale per frutticoitori, commercianti e studiosi.
Nel 1978 è stato organizzato a Torino il primo convegno sull'actinidia, nel corso del quale la
zona dell'Agro Pontino è stata menzionata quale zona italiana particolarmente vocata per la
produzione del kiwi, vero e proprio frutto simbolo dell'agricoltura pontina.
Nel 1981, a distanza di tre anni, è stato realizzato un secondo convegno a livello nazionale a
cura della Camera di Commercio I.A.A. di Latina. A questo si sono susseguiti, ad intervalli
regolari, altri convegni, seminari e mostre-mercato, non solo nel capoluogo pontino ma anche a
Cisterna di Latina ed Aprilia; tali incontri hanno consacrato la città di Latina e l'intero territorio
circostante, compresa la parte meridionale della provincia di Roma, quale rilevante polo
produttivo di kiwi in Italia, per buona qualità e pezzatura.
L'importanza dell'actinidia laziale (e, dunque, pontina) nell'area frutticola italiana è stata
testimoniata anche fuori dai confini nazionali nel corso di un seminario tenutosi a Santiago del
Cile il 25 e 26 ottobre 1988: un dato di fatto, questo, già risultato nello "Studio conoscitivo
sull'actinidia in Italia", datato 1986 e curato dall'allora Ministero dell'Agricoltura e delle
Foreste cui ha fatto seguito anche una tavola rotonda organizzata dall'ERS AL (Ente regionale di
Sviluppo Agricolo nel Lazio) il 22 giugno 1988, a Roma.
Inoltre, uno studio condotto nel 1990 dall'Istituto Sperimentale per la Valorizzazione
Tecnologica dei Prodotti Agricoli di Milano (Gorini et al, 1987), documentava in modo
sperimentale le innegabili caratteristiche del Kiwi di Latina.
Nel corso di questi 30 anni, sia la stampa quotidiana sia le riviste specializzate del settore a
tiratura nazionale ed intemazionale (Il Messaggero, Latina Oggi, Economia Pontina,
L'Informatore Agrario, Terra e Vita, Italia Agricola, Lazio Agricolo, Rivista di Frutticoltura,
Asiafrait Magazine, solo per citarne alcuni) hanno seguito e dedicato ampi articoli al
progressivo sviluppo dell'actinidia nella provincia di Latina, la quale offre un habitat
pedoclimatico ottimale e produzioni quanti-qualitative altamente competitive. Nel tempo,
inoltre, si è registrato un potenziamento delle strutture di frigoconservazione e di lavorazione
dei frutti nonché una metodologia di coltivazione innovativa che ha come conseguenza frequenti
visite a Latina da parte di frutticoitori provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo (Corea del
Sud, Nuova Zelanda e Giappone).
Nella prova di valutazione sensoriale condotta con l'ausilio di un "panel taste", dopo 3 mesi di
conservazione frigorifera, i frutti maturi sono stati valutati per il grado di accettabilità che
teneva conto dell'aspetto della polpa, del sapore e della sensazione di piacevolezza. I frutti di
Latina hanno registrato un grado di accettabilità molto elevato (Gorini et al, 1987).
Questa maggiore piacevolezza e sapidità tipica di dolce-acidulo gradevole a completa
maturazione deriva dalla combinazione di più fattori favorevoli alla coltura quali clima e suoli
molto simili a quelli della zona di origine. E' noto ed accertato che in alcune zone di Latina
Borgo Flora, Borgo Grappa, la bontà dei frutti e lo stato vegetativo delle piante supera quelli di
origine.
La maggiore radiazione globale e la mancanza o quasi di gelate precoci dà la possibilità di
posticipare la raccolta fino alla seconda decade di novembre ed anche oltre, permettendo il
raggiungimento nei frutti di un contenuto zuccherino di 6,5-7 gradi Brix.
Il maggior grado zuccherino, consentendo l'abbassamento della temperatura di conservazione di
alcuni decimi di gradi centigradi, assicura una conservazione, anche in atmosfera normale, di
almeno due o tre mesi in più rispetto alla media.
Il legame con l'ambiente è comprovato dai seguenti adempimenti cui si sottopongono i
produttori e/o confezionatori:
iscrizione ad apposito elenco dei produttori di "Kiwi Latina";
- catasto di tutti i terreni sottoposti alla coltivazione di "Kiwi Latina";
- tenuta di appositi registri di produzione e condizionamento.


Art.5
Metodo di ottenimento
Gli impianti sono realizzati con piante innestate su Franco, di 1 anno di innesto, oppure con
piante autoradicate sempre di un anno di moltiplicazione.
Le forme di allevamento adottate sono:
- il tendone: distanza di impianto 4-5 m x 4-5 m
- pergoletta: distanza di impianto 5 m x 3-5 m
Il terreno, a seconda della natura fisica, è coltivato nelľinterfilare e diserbato lungo il filare,
oppure inerbito con taglio periodico della vegetazione erbacea.
La dotazione naturale di acqua è integrata dalla irrigazione praticata mediante la tecnica della
aspersione o nebulizzazione sottochioma. I volumi irrigui variano da 6000 a 8000 m3
/ha/anno.
La raccolta del frutto, senza il peduncolo, avviene tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre.
Questa, coincide con un grado Brix superiore al valore di 6.2° e la durezza (con puntale di 8
mm) non inferiore a 6 kg.
- La potatura invernale è fatta in modo da lasciare 100-120.000 gemme per ettaro.
- Tra la fine di giugno e l'inizio di luglio si effettua il diradamento che provvede sia ad eliminare
i frutti multipli che quelli deformi e con difetti di buccia in modo da lasciare per un totale di
800-1000 frutti per pianta.
- Il limite massimo di produzione per ettaro deve essere non superiore a 330 quintali.


Art.6
Rapporto con la zona
Clima
Il clima è temperato-umido, simile a quello della zona di origine della specie (area della Cina
dello Yang Tzechiang) caratterizzato da una temperatura media di 13-150C, da una minimamedia
di 8-10oC, da una massima media di 28-30oC e una umidità relativa media, nei mesi
estivi, del 75-80%, assenza di gelate precoci che consente di raccogliere i frutti al giusto grado
di maturazione (mediamente 6,50Brix, e, in ogni caso, mai inferiore ai 6,20Brix) sia per il
raggiungimento delle migliori caratteristiche qualitative che per la ottimale conservazione
frigorifera fino ai mesi di maggio/giugno e il raggiungimento di un grado zuccherino al
consumo non inferiore a 12° Brix, con durezza non superiore a 3 kg misurata con puntale da 8
mm.
- Scarsissima incidenza di danni da gelate invernali e primaverili che, in altre aree del Paese,
provocano importanti riduzioni della produzione nelle stagioni seguenti non consentendo la
continuità di approvvigionamento nel tempo.
- Elevata radiazione luminosa globale che caratterizza l'area pontina e consente di raggiungere
più precocemente il grado di maturazione ottimale per la vendita.
Suolo
I suoli dell'area di coltivazione sono di origine alluvionale, vulcanica-rimaneggiata, poggianti
su sottosuoli pozzolanici e tufacei caratterizzati da elevata fertilità e si sono dimostrati, da
subito, particolarmente adatti alla coltivazione dell'actinidia.
Professionalità
L'area dove l'Actinidia si è insediata aveva una lunga tradizione di coltivazione dell'uva da
tavola, specie che, come l'Actinidia ha un portamento sarmentoso che richiede una struttura di
sostegno e una tecnica di coltivazione molto simile. Ciò ha consentito un facile adattamento alle
tecniche più idonee alla nuova coltura e l'ottenimento di un prodotto tipico di elevate qualità.


Art. 7
Struttura di controllo
Il prodotto sarà assoggettato al controllo di una struttura conforme all'art. 10 del Reg. CEE
2081/92 e successive integrazioni e modifiche.


Art.8
Etichettatura
Denominazione "Kiwi Latina".
Il marchio ha la forma di un cerchio con al centro la rappresentazione grafica del Colosseo, al cui
interno c'è la sezione trasversale dei frutti di kiwi di colore verde smeraldo tipico con semi e
columella. Nella corona circolare tra la figura del Colosseo ed il cerchio estemo è riportata la
denominazione "KIWI LATINA" di colore verde e in carattere romano in composizione circolare
suddivisa in due parti, KIWI in alto e LATINA nella parte bassa della figura. A destra della parola
kiwi è raffigurata una coccinella rossa puntata di nero. La rivendicazione dei colori è la seguente:
rosso pantone, verde pantone, marrone e nero.
Imballaggio: sono gli stessi utilizzati per il commercio nazionale ed intemazionale.
Il marchio deve essere apposto sulla confezione e può anche essere apposto sui singoli frutti. Il
marchio può essere utilizzato solamente dalle ditte che confezionano nell'area di produzione del
Kiwi Latina al fine di garantire la tracciabilità ed assicurare i controlli.


Art.9
Commercializzazione prodotti trasformati
I Prodotti per la cui preparazione è utilizzata la IGP Kiwi Latina, anche a seguito di processi di
elaborazione e di trasformazione, possono essere immessi al consumo in confezioni recanti il
riferimento alla detta denominazione senza l'apposizione del logo comunitario, a condizione che:
- il prodotto a denominazione protetta, certificato come tale, costituisca il componente esclusivo
della categoria merceologica
- gli utilizzatori del prodotto a denominazione protetta siano autorizzati dai titolari del diritto di
proprietà intellettuale conferito dalla registrazione della IGP riuniti in Consorzio incaricato alla
tutela dal Ministero delle Politiche Agricole. Lo stesso consorzio incaricato provvederà anche ad
iscriverli in appositi registri ed a vigilare sul corretto uso della denominazione protetta. In assenza
di un Consorzio di tutela incaricato le predette funzioni saranno svolte dal MEPAF in quanto
autorità nazionale preposta all'attuazione del Reg. (CEE) 2081/92.
- L'utilizzazione non esclusiva della denominazione protetta consente soltanto il suo riferimento,
secondo la normativa vigente, tra gli ingredienti del prodotto che lo contiene, o in cui è
trasformato o elaborato.

 

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Tutti i disciplinari delle denominazioni di origine dei vini italiani