Ti trovi in: Inizio > News > Prodotti dop igp > Fungo di Borgotaro Igp

Fungo di Borgotaro Igp


98 Fungo di Borgotaro I.G.P.
Ortofrutticoli e cereali Reg. CE n. 1107 del 12.06.96
Reg. UE n. 929 del 27.08.14
GUCE L 148 del 21.06.96
GUUE L 258 del 29.08.14
Emilia Romagna, Toscana
Parma, Massa Carrara

Gazzetta n. 219 del 20 settembre 2014 
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
PROVVEDIMENTO 3 settembre 2014

Modifica del disciplinare di produzione della denominazione «Fungo di Borgotaro» registrata in qualita' di indicazione geografica protetta in forza al Regolamento (CE) n. 1107/1996 della Commissione del 12 giugno 1996.

IL DIRETTORE GENERALE
per la promozione della qualita' agroalimentare e dell'ippica

Visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 Novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il regolamento (UE) n. 1107/1996 della Commissione del 12 Giugno 1996 con il quale e' stata iscritta nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette, la indicazione geografica protetta «Fungo di Borgotaro»;
Considerato che, e' stata richiesta ai sensi dell'art. 53 del Regolamento (UE) n. 1151/2012 una modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta di cui sopra;
Considerato che, con Regolamento (UE) n. 929/2014 della Commissione del 27 agosto 2014, e' stata accolta la modifica di cui al precedente capoverso;
Ritenuto che sussista l'esigenza di pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il disciplinare di produzione attualmente vigente, a seguito della registrazione della modifica richiesta, della I.G.P. «Fungo di Borgotaro», affinche' le disposizioni contenute nel predetto documento siano accessibili per informazione erga omnes sul territorio nazionale;

Provvede:

Alla pubblicazione dell'allegato disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta "Fungo di Borgotaro", nella stesura risultante a seguito dell'emanazione del Regolamento (UE) n. 929/2014 della Commissione del 27 agosto 2014.
I produttori che intendono porre in commercio la Indicazione Geografica Protetta «Fungo di Borgotaro», sono tenuti al rispetto dell'allegato disciplinare di produzione e di tutte le condizioni previste dalla normativa vigente in materia.
Roma, 3 settembre 2014

Il direttore generale: Gatto

Allegato

Disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta «Fungo di Borgotaro»
Art. 1.
Denominazione

L'indicazione geografica protetta «Fungo di Borgotaro» e' riservata ai funghi freschi e secchi del genere Boletus di cui al successivo art. 2 che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art. 2.
Caratteristiche del prodotto

La denominazione «Fungo di Borgotaro» designa i carpofori delle seguenti varieta' di Boletus Sez. Boletus secondo Moser derivate da crescita spontanea nel territorio definito nel successivo art. 3.
a. Boletus aestivalis (anche Boletus reticulatus Schaffer ex Baudin) chiamato dialettalmente «rosso» o «fungo del caldo»:
cappello: dapprima emisferico, poi convesso - pulvinato: cuticola pubescente secca (viscida con la pioggia, screpolata con il secco): colore bruno rosso piu' o meno scuro, uniforme;
gambo: sodo, prima ventricoso, poi piu' slanciato cilindrico od ingrossato alla base, dello stesso colore del cappello, ma a toni piu' chiari, interamente percorso da un reticolo, quasi sempre molto evidente, a maglie biancastre poi piu' scure;
carne: di consistenza piu' soffice rispetto ad altri porcini, bianca senza sfumature sotto la cuticola del cappello - odore e sapore molto gradevoli;
habitat: in prevalenza nei castagneti - epoca di produzione maggio-settembre.
b. Boletus pinicola Vittadini (anche B. pinophilus Pilat e Dermek) chiamato dialettalmente «moro»;
cappello: da emisferico a convesso appianato: cuticola pruinosa biancastra poco aderente e tomentosa prima, glabra e secca poi, colore granata bruno-rossiccio-vinoso;
gambo: massiccio e sodo, tozzo, di colore da bianco ad ocra a bruno-rossiccio, reticolo non eccessivamente evidente e solo in prossimita' del bulbo;
carne: bianca, immutabile, bruno-vinosa sotto la cuticola del cappello, odore poco rilevante, sapore dolce e delicato;
habitat: la forma estiva - piu' tozza - e' presente da giugno in prevalenza nel castagneto: quella autunnale piu' slanciata - cresce di preferenza nel faggeto e sotto l'abete bianco.
c. Boletus aereus Bulliard ex Fries, chiamato dialettalmente «magnan»;
cappello: emisferico, poi convesso, infine piano - allargato: cuticola secca e vellutata, colorazioni bronze-ramate specie negli esemplari adulti;
gambo: sodo, prima ventricoso poi allungato, colore bruno - ocraceo, finemente reticolato, per lo piu' in vicinanza della sommita';
carne: soda, bianca, immutabile, odore profumato, sapore fungino intenso, ma purissimo;
habitat: in prevalenza nei querceti e nei castagneti, presente da luglio a settembre, e' la specie piu' xerotermofila rispetto alle altre varieta' di Boletus.
d. Boletus edulis Bulliard ex Fries che dialettalmente prende il nome «fungo del freddo» in particolare la «forma bianca»;
cappello: prima emisferico poi convesso appianato: superficie glabra e opaca, un po' vischiosa a tempo umido: cuticola non separabile, con colorazione variabile dal bianco crema al bruno castano e bruno nerastro con tutte le tonalita' intermedie;
gambo: sodo, panciuto prima, allungato poi, da colore biancastro al colore nocciola piu' chiaro alla base, reticolo non sempre presente;
carne: soda, bianca, sfumata della tinta della cuticola, immutabile, odore delicato, sapore tenue;
habitat: nei boschi di faggio, abete e castagno, presente da fine settembre alla prima neve. Rare le forme estive.
Il «Fungo di Borgotaro», all'atto di immissione al consumo puo' essere presentato allo stato fresco, essiccato, deve presentare, per tutte le varieta', caratteristiche organolettiche specifiche, di cui alla descrizione del presente art. 2, ed in particolare all'olfatto i carpofori devono essere caratterizzati da odore pulito, non piccante e senza inflessioni di fieno, liquerizia, legno fresco.

Fungo di Borgotaro allo stato fresco

Il fungo commercializzato allo stato fresco deve essere sano, con gambo e cappello sodi, pulito da terriccio e corpi estranei. I carpofori non devono presentare alterazioni infracutanee dovute a larve di ditteri od altri insetti su una superficie superiore al 20%. I carpofori devono presentare superficie liscia, non disidratata ed avere una umidita' non superiore al 90% del peso totale oppure un peso specifico compreso tra 0,8 e 1,1, esente da grinzosita' dovute a perdita di umidita'.».

Fungo di Borgotaro allo stato secco

Per la commercializzazione del fungo di Borgotaro IGP allo stato secco devono essere utilizzate esclusivamente le seguenti menzioni qualificative:
a. «extra», che deve rispondere alle seguenti caratteristiche di presentazione e di requisiti:
solo fette e/o sezioni di cappello e/o di gambo, complete all'atto del confezionamento, in quantita' non inferiore al 60% della quantita' del prodotto finito;
colore della carne all'atto del confezionamento: da bianco a crema;
eventuale presenza di briciole provenienti solo da frammenti di manipolazione;
tramiti di larve: non piu' del 10% m/m;
imenio annerito: non piu' del 5% m/m;
b. «speciali», che devono rispondere alle seguenti caratteristiche di presentazione e di requisiti:
sezioni di cappello e/o di gambo;
colore della carne all'atto del confezionamento: da crema a nocciola;
eventuale presenza di briciole provenienti solo da frammenti di manipolazione;
tramiti di larve: non piu' del 15% m/m;
imenio annerito: non piu' del 10% m/m;
c. «commerciali», che devono rispondere alle seguenti caratteristiche di presentazione e di requisiti:
sezioni di fungo anche a pezzi con briciole: non piu' del 15% m/m;
colore della carne all'atto del confezionamento: da marrone chiaro a marrone scuro;
eventuale presenza di briciole provenienti da frammenti di manipolazione;
tramiti di larve: non piu' del 25% m/m;
imenio annerito: non piu' del 20% m/m.
I sistemi di essiccazione ammessi sono quello naturale (al sole), tradizionale (stufa a legna) o meccanico (essiccatoi).

Art. 3.
Area geografica

La zona di produzione del «Fungo di Borgotaro» comprende il territorio idoneo nei Comuni di Berceto, Borgotaro (Borgo Val di Taro), Albareto, Compiano, Tornolo e Bedonia in provincia di Parma e nei Comuni di Pontremoli e Zeri in provincia di Massa Carrara. Tale zona e' cosi' delimitata:
Confine Nord: partendo dal monte Ragola (a quota 1711 s.l.m.) posto al confine con la provincia di Piacenza, la linea di delimitazione e' individuata dal limite territoriale tra il Comune di Bedonia ed il Comune di Bardi, che corrisponde per l'ultima parte al corso del Rio di Garibando, fino a raggiungere la strada comunale Liveglia-Frassineto; da qui prosegue lungo la suddetta strada comunale passante per l'abitato di Cornolo, e Casamurata. Sale poi sino al Passo dei morti (a quota 1104 s.l.m.) per poi ridiscendere lungo la strada comunale Cornolo-Ponte Ceno passando per la localita' Fontanachiosa per arrivare sino all'abitato di Ponte Ceno; da qui lungo la strada statale Bardi-Salsomaggiore, sale fino al valico di Monte Vacca' (a quota 800 s.l.m.), poi a scendere verso Bedonia lungo il corso del torrente Pelpirana sino alla confluenza con il fiume Taro, per poi proseguire lungo il suo corso passando per Borgo Val di Taro per arrivare sino alla confluenza del torrente Grontone che segna il confine tra il comune di Berceto e Terenzo.
Il confine Est e' rappresentato dal corso del torrente Grontone partendo dalla sua immissione nel fiume Taro salendo sino alla confluenza con il rio Orlando a confine tra il Comune di Berceto e Terenzo sino alla localita' Cavazzola seguendo i confini comunali, per poi scendere sempre lungo i limiti Comunali sino al torrente Baganza. Da qui sale lungo il torrente Baganza sino alla confluenza con il torrente Arsiso per poi proseguire sino al crinale e limite comunale tra Berceto e Corniglio, seguendo il limite tra i due Comuni passando per il Rio della Vecchia, per il Lago Bozzo e rincontrando poi il torrente Baganza. Indi risale lungo il confine comunale tra Berceto e Corniglio sino al crinale con la regione Toscana passando per il monte Fontanini (a quota 1399 s.l.m.), monte Beccaro (a quota 1377 s.l.m.) sino al monte Borgognone (a quota 1401 s.l.m.) per poi ridiscendere in territorio della Regione Toscana lungo le sorgenti del Magra e lungo il suo percorso sino alla localita' Mignegno.
Confine Sud: dalla localita' Mignegno sale sino al cimitero di Traverde per proseguire lungo la mulattiera dei Chiosi sino a Case Corvi, passando per la confluenza tra i Torrenti Betigna e Verde; da Case Corvi ci si immette sulla strada Comunale che porta alla localita' Zeri, salendo sino al passo del Rastrello posto a confine tra la regione Toscana e la regione Liguria. Da qui prosegue lungo il confine di regione Tosco-Emiliano sino alla localita' Foce dei Tre Confini (passo della Colla) che delimita la regione Emilia-Romagna con la Toscana e la Liguria, sale lungo lo spartiacque tra la regione Emilia-Romagna e la Liguria sino al raggiungere il monte Gottero (a quota 1639 s.l.m.). Indi ridiscende, sempre sullo spartiacque delle due regioni, passando per il Passo della Cappelletta, per poi raggiungere il Passo Cento Croci (a quota 1056 s.l.m.), per poi salire sempre tenendo lo spartiacque, sino al monte Zuccone (a quota 1421 s.l.m.). Ridiscende sullo spartiacque sino alla localita' Pianpintardo, quindi sino al fiume Taro lungo il limite di confine tra la regione Liguria e la regione Emilia-Romagna in localita' Pelosa; da qui sale lungo il fiume Taro che delimita il confine tra le due regioni sino alla localita' Cerosa, e sale ancora lungo il confine regionale sino al monte Malanotte (a quota 1035 s.l.m.).
Confine Ovest: parte dal monte Malanotte (a quota 1035 s.l.m.) scende a confine tra le due regioni (Liguria ed Emilia Romagna) lungo il rio della Malanotte per salire alla confluenza con il torrente Tarola. Sale lungo tale rio per poi proseguire sempre lungo il confine regionale sino al monte Bocco (a quota 1085 s.l.m.), quindi lungo lo spartiacque delle due regioni sino al monte Ghiffi (a quota 1237 s.l.m.) per poi proseguire al monte Cantomoro (a quota 1654 s.l.m.). Scende poi al passo dell'Incisa (a quota 1467 s.l.m.), per di nuovo risalire verso il monte Penna (a quota 1735 s.l.m.), per poi scendere nuovamente attraverso il passo del Chiodo (a quota 1456 s.l.m.), seguendo lo spartiacque tra la regione Liguria ed Emilia-Romagna, per poi proseguire sino alla vetta del monte Tomarlo (a quota 1601 s.l.m.). Da qui ridiscende il Passo Tomarlo lungo lo spartiacque tra le due regioni fino al monte Croce Martincano (a quota 1722 s.l.m.) per poi raggiungere il monte Maggiorasca (a quota 1799 s.l.m.) indi il monte Bue (a quota 1771 s.l.m.). Dal monte Bue, abbandonando il confine regionale, prosegue lungo il confine provinciale tra Parma e Piacenza, raggiungendo il monte Nero (a quota 1752 s.l.m.), per scendere sempre lungo lo spartiacque provinciale, sino al Passo dello Zovallo (a quota 1409 s.l.m.), per poi risalire verso il monte Zovallo (a quota 1492 s.l.m.) e salire infine al monte Ragola (a quota 1711 s.l.m.).

Art. 4.
Prova dell'origine

Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando per ognuna gli input e gli output. In questo modo e attraverso l'iscrizione in appositi elenchi, gestiti dalla struttura di controllo delle particelle catastali sulle quali avviene la raccolta, dei confezionatori del prodotto fresco ed essiccato e' garantita la tracciabilita' del prodotto. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte dell'organismo di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.

Art. 5.
Metodo di ottenimento

Le condizioni ambientali dei boschi destinati alla produzione del «Fungo di Borgotaro» devono essere quelle tradizionali della zona, nel rispetto delle norme regionali in materia forestale.
L'inizio delle operazioni di raccolta deve essere non antecedente al 1° aprile e la fine non successivo al 30 novembre.
Durante le operazioni di raccolta e' fatto divieto di:
utilizzare per la raccolta dei carpofori uncini, rastrelli ed altri strumenti in legno, ferro, plastica ecc. che possono ledere e danneggiare il micelio fungino o l'apparato radicale delle piante arboree ed arbustive;
asportare la lettiera formata da foglie, parti di rametto, erba ecc. marcescenti sul letto di caduta, al fine di evitare il danneggiamento del sottostante micelio;
utilizzare prodotti ottenuti per sintesi chimica al fine di stimolare la produzione o l'accrescimento dei carpofori;
avvalersi per la raccolta di contenitori di plastica rigidi o a borsa, in quanto non consentono la dispersione eventuale delle spore fungine.
Sono consentite, perche' favoriscono la produzione fungina, le seguenti operazioni:
a. ripuliture del sottobosco in particolare da calluna brugo, erica sp., rovi e similari;
b. dispersione dei residui della pulitura di carpofori sul terreno;
c. separazione del carpoforo dal micelio per mezzo di torsione manuale o con strumento tagliente, purche' non venga leso il micelio.
Sono idonei alla produzione del «Fungo di Borgotaro» i boschi, allo stato puro o misto, delle seguenti specie:
a. latifoglie: faggio, castagno, cerro ed altre specie quercine, carpino, nocciolo, pioppo tremolo
b. conifere: abete bianco e rosso, pino nero, silvestre ed altre specie di Pinus, duglasia governate a fustaia.
Anche le aree arbustive, prative, pascolive intercluse o confinanti con i boschi sino ad una distanza di 100 m dal bordo dei boschi si ritengono atte alla produzione del «Fungo di Borgotaro» in quanto correlate allo sviluppo dell'apparato radicale.

Art. 6.
Legame

La zona di produzione del «Fungo di Borgotaro» e' caratterizzata da assoluta omogeneita' sotto l'aspetto climatico per quanto attiene la piovosita' che manifesta uniformita' di precipitazioni nei due versanti, nonche' per quanto attiene le temperature e le relative escursioni termiche. Geologicamente tutta l'area e' caratterizzata da formazione prevalentemente arenacea, con poche aree argillose. Conseguentemente vi e' uniformita' anche sotto il profilo pedologico e per quanto attiene la ritenzione e la circolazione meteoriche negli orizzonti sottostanti allo strato humifero, che assicurano la presenza di sufficiente umidita' nel sottobosco, fattore questo essenziale per la produzione fungina e in particolare per le quattro varieta' del genere Boletus.
L'intera area di produzione ha in comune anche la gestione del patrimonio fungino. Infatti, da ormai quasi cinquant'anni, in queste zone sono state istituite apposite riserve per la salvaguardia dei funghi, adottando anche gli stessi regolamenti per la raccolta; tali riserve hanno lo scopo di regolamentare gli accessi dei cercatori, con limitazioni in merito ai giorni di apertura e ai quantitativi di funghi raccoglibili, con lo scopo di tutelare sia il bosco sia i miceti da uno sfruttamento eccessivo.
Tutte le varieta' che rappresentano il «Fungo di Borgotaro» sono caratterizzate da odore pulito, non piccante e senza inflessioni di fieno, liquerizia, legno fresco. Il fungo fresco presenta una conservabilita' di circa 3-4 giorni, e nei secoli il modo migliore per conservare questo prodotto e' stato proprio l'essiccazione. Con questo metodo si mantengono inalterate le caratteristiche del fungo di partenza, esaltandone soprattutto il profumo che, per il «Fungo di Borgotaro», e' notoriamente molto intenso.
A detta di molti raccoglitori provenienti da ogni parte d'Italia, a caratterizzare positivamente il «Fungo di Borgotaro» e' il mantenimento del suo profumo, a differenza dei porcini provenienti da altre zone, che una volta essiccati perdono questa peculiarita' organolettica.
Infatti, alla fine del 1800 con la nascita delle prime imprese che iniziano a svolgere attivita' di trasformazione, anche attraverso un procedimento di essiccazione, e commercializzazione, il «Fungo di Borgotaro» ha assunto un'importanza economica vera e propria.
Da secoli nella zona della Valtaro e della Valmagra il «Fungo di Borgotaro» ha accresciuto la propria reputazione, diventando, nel linguaggio comune ma anche sul mercato, tra i miceti piu' pregiati. Una prima testimonianza sulla produzione del porcino presente nella zona di produzione individuata dalla I.G.P. «Fungo di Borgotaro» si trova nell'opera «istori-a di Borgo Val di Taro che riguarda insieme la mutazione dei domini in Italia e Lombardia sotto i Pontefici, i Re, gli Imperatori di occidente da Carlo Magno che come molte citta' si fecero Repubbliche» redatta da A.C. Cassio (1669-1760). In quest'opera vengono illustrate le proprieta' del fungo, la zona di produzione, nonche' gli usi sulla raccolta e distribuzione del prodotto stesso. Un'altra testimonianza su questa produzione fungina si ricava dal vocabolario topografico del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla del Lorenzo Molossi (Parma 1832-1834) e dal libro di D. Tommaso Grilli «Manipolo di cognizioni con cenni storici di Albareto, di Borgotaro» edito nel 1893 dove si parla delle attivita' svolte nel territorio e si cita espressamente la presenza e l'importanza nella zona di una produzione fungina e se ne descrivono, altresi', le consuetudini di raccolta e di lavorazione. A fine del 1800 la trasformazione e la commercializzazione di questo prodotto avevano assunto una rilevanza tale da alimentare una fiorente attivita' di esportazione, notoriamente nei paesi del Nord-America e del sud-America. Una sintesi dei problemi connessi al fungo di Borgotaro e' contenuta in un articolo di C. Bellini dell'anno 1933 apparso sull'Avvenire agricolo e ripubblicato nel 1975 dall'Associazione «A. Emmanuelli» dove emerge la necessita' di addivenire ad una autorizzazione del «cosiddetto marchio di origine». Vista l'importanza della coltura, l'Amministrazione comunale di Borgotaro con un apposito regolamento fin dall'anno 1928 istitui' un mercato compreso in due giorni settimanali per la contrattazione della vendita del prodotto, in modo particolare quello essiccato. A partire dal 1964 il Consorzio delle Comunalie Parmensi si e' fatto promotore delle iniziative per la valorizzazione del prodotto e ha presentato domanda di riconoscimento geografico il 10 luglio 1989. La proposta per la regolamentazione dell'I.G.P. e' apparsa nella Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1993 e il successivo decreto 2 dicembre 1993 nella Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 1993.

Art. 7.
Controlli

La verifica del rispetto del disciplinare e' svolta conformemente a quanto stabilito dall'art. 37 del Reg. (UE) n. 1151/2012. L'organismo di controllo preposto alla verifica del disciplinare di produzione e' Suolo e Salute S.r.l. Indirizzo: via Paolo Borsellino n. 12/B I-61032 Fano (PU) Tel: +39/0721860543, Fax: +39/0721860543, info@suoloesalute.it

Art. 8.
Confezionamento ed etichettatura

Per l'immissione al consumo i carpofori allo stato fresco devono essere possibilmente separati per varieta' e devono essere commercializzati in contenitori di legno, preferibilmente faggio o castagno, dalle dimensioni di 50 cm di lunghezza e 30 cm di larghezza oppure 25 cm x 30 cm e con sponde basse (padelle) in modo da essere collocati in un unico strato per facilitare i controlli.
Al contenitore dovra' essere apposta una retina con inserita fasciatura sigillata in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo.
Il prodotto essiccato dovra' essere confezionato in contenitori in legno o vimini, in buste o in contenitori di ceramica o terracotta, contenenti 20, 50, 100 o 200 grammi di prodotto essiccato, e dovranno presentare un bollino con un numero progressivo di serie.
La confezione del prodotto essiccato dovra' essere sigillata in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo.
Sui contenitori o confezioni dovranno essere indicati, in caratteri di stampa delle medesime dimensioni le diciture «Fungo di Borgotaro» e «Indicazione geografica protetta» oltre al logo del prodotto, al simbolo dell'Unione e agli elementi atti ad individuare: nome, ragione sociale ed indirizzo del confezionatore, nonche' eventuali indicazioni complementari ed accessorie non aventi caratteri laudativo o non idonee a trarre in inganno il consumatore sulla natura e le caratteristiche del fungo.
Il logo del «Fungo di Borgotaro» e' racchiuso in un ovale rappresentante il profilo di un fungo di colore marrone e tre strisce curvilinee di colore verde in tre sfumature diverse, con le diciture Indicazione Geografica Protetta in colore verde, posto in testa al fungo, e, sotto a questo, Fungo di Borgotaro in colore marrone. Gli indici colorimetrici utilizzati sono il Pantone 1605 per il fungo e per la scritta Fungo di Borgotaro, il Pantone 357 per le scritte indicazione geografica protetta ed I.G.P. ed il Pantone 377 per la striscia esterna del logo; le tre strisce sotto al fungo sono tre sfumature di verde rispettivamente Pantone 357, retino al 50% del Pantone 357 e retino al 20% del Pantone 357

fungodiborgotaro

 


 

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
DIPARTIMENTO DELL'ISPETTORATO CENTRALE DELLA TUTELA DELLA QUALITA' E DELLA REPRESSIONE FRODI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI
DIREZIONE GENERALE PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI ORGANISMI DI CONTROLLO E CERTIFICAZIONE E TUTELA DEL CONSUMATORE

Prot. n. 15075 del 2 agosto 2016

Autorizzazione all'organismo denominato "CSQA Certificazioni Srl" ad effettuare i controlli per la indicazione geografica protetta "Fungo di Borgotaro", registrata in ambito Unione europea.


IL DIRETTORE GENERALE
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi,
Visto il Regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 relativo ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il Regolamento (CE) n. 1107 della Commissione del 12 giugno 1996 con il quale l'Unione europea ha provveduto, fra le altre, alla registrazione della indicazione geografica protetta "Fungo di Borgotaro" ;
Visto il Regolamento (UE) n. 929 della Commissione del 27 agosto 2014 con il quale l'Unione europea ha accolto la richiesta di modifica al disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta "Fungo di Borgotaro" ;
Visti gli articoli 36 e 37 del predetto Regolamento (UE) n. 1151/2012, concernente i controlli;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza dell'Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 1999 – ed in particolare l'art. 14 il quale contiene apposite disposizioni sui controlli e la vigilanza sulle denominazioni protette dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il decreto ministeriale 16 febbraio 2012, recante Sistema nazionale di vigilanza sulle strutture autorizzate al controllo delle produzioni agroalimentari regolamentate, che, d'intesa con le Regioni e Province autonome, istituisce la Banca dati vigilanza;
Visto il decreto ministeriale del 12 marzo 2015, n. 271, pubblicato sul sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, concernente la Banca dati vigilanza; 
Visto il decreto direttoriale 15 aprile 2013, n. 8799, relativo al procedimento per l'autorizzazione degli organismi di controllo per le attività di controllo e certificazione che stabilisce i requisiti specifici per la valutazione della documentazione da allegare all'istanza di autorizzazione;
Visto il decreto direttoriale 18 dicembre 2013, n. 26588, di integrazione del Decreto 15 aprile 2013 relativo al procedimento per l'autorizzazione degli organismi di controllo per le attività di controllo e certificazione che stabilisce i requisiti specifici per la valutazione della documentazione da allegare all'istanza di autorizzazione;
Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2013, n. 105, "Regolamento recante l'organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali a norma dell'art. 2, comma 10-ter, del decreto legge 6 luglio 2012, n.95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135";
Visto il decreto ministeriale del 13 febbraio 2014, n.1622 con il quale sono stati individuati gli uffici dirigenziali non generali del Mipaaf;
Visto il D.P.C.M. 9 settembre 2014, con il quale al Dr. Roberto Tomasello è stato conferito l'incarico di Direttore Generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione e tutela del consumatore "VICO" di questo Ispettorato;
Visto il decreto 26 giugno 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.157 del 9 luglio 2007, con il quale l'organismo di controllo "Suolo e Salute Srl" con sede in Fano (PU), Via Paolo Borsellino n. 12/B, è stato autorizzato ad effettuare i controlli per la indicazione geografica protetta "Fungo di Borgotaro";
Visto il decreto 24 giugno 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.165 del 17 luglio 2010, con il quale è stata prorogata la suddetta l'autorizzazione;
Vista la nota n. 1415 del 10 dicembre 2015, con la quale "Suolo e Salute Srl" ha comunicato di voler rinunciare all'espletamento delle funzioni di controllo previste dagli art. 36 e 37 del Regolamento (UE) 1151/2012 per la denominazione "Fungo di Borgotaro" ;
Vista la nota n. 15 del 4 maggio 2016 con la quale il "Consorzio per la tutela dell'I.G.P. Fungo di Borgotaro" ha indicato "CSQA Certificazioni Srl" quale struttura di controllo della denominazione "Fungo di Borgotaro" ;
Considerato che con mail del 29 luglio 2016 "CSQA Certificazioni Srl", assunta con protocollo n. 14864 del 29 luglio 2016, ha trasmesso il piano di controllo definitivo per la indicazione geografica protetta "Fungo di Borgotaro";
Considerato che il medesimo piano dei controlli, ritenuto conforme, è stato trasmesso alla Regione Emilia Romagna ed alla Regione Toscana, con nota prot. n. 14883 del 29 luglio 2016 al fine di un parere di competenza;
Visto i pareri favorevoli, rilasciati dalla Regione Emilia Romagna con nota n. 561390 del 1° agosto 2016 e dalla Regione Toscana con nota 313591 del 1° agosto 2016, in merito al predetto piano dei controlli;
Considerato che sussistono i requisiti necessari per autorizzare il suddetto Organismo ad espletare le funzioni di controllo, previste dagli articoli 36 e 37 del Regolamento (UE) n.1151/2012, per la indicazione geografica protetta"Fungo di Borgotaro";


D E C R E T A
Articolo 1
(Autorizzazione)
1. A decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto sul sito del Ministero delle politiche agricole e forestali, l'organismo di controllo denominato "CSQA Certificazioni Srl" con sede in  Thiene, Via San Gaetano n.74, è autorizzato ad espletare le funzioni di controllo, previste dagli articoli 36 e 37 del Regolamento (UE) n.1151/2012, per la indicazione geografica protetta "Fungo di Borgotaro", registrata in ambito Unione Europea con il Regolamento (CE) n. 1107 del 12 giugno 1996. Dalla medesima data "Suolo e Salute Srl" cesserà le funzioni di controllo per la denominazione di cui sopra.
2. "Suolo e Salute Srl" dovrà rendere disponibile a "CSQA Certificazioni Srl" tutta la documentazione inerente il controllo della denominazione "Fungo di Borgotaro".


Articolo 2
(Approvazione del piano dei controlli e tariffario)
Il piano dei controlli ed il tariffario relativi alla denominazione "Fungo di Borgotaro" , presentati da "CSQA Certificazioni Srl" con la mail citata in premessa, sono approvati.


Articolo 3
(Modifiche strutturali e organizzazione)
1. "CSQA Certificazioni Srl" non può modificare la propria denominazione, la compagine sociale e lo statuto, così come depositati presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, senza il preventivo assenso di detta autorità.
2. "CSQA Certificazioni Srl" sottopone ad approvazione le variazioni concernenti il piano di controllo e il sistema tariffario, la documentazione di sistema, il personale ispettivo e la composizione degli organi collegiali, così come depositati presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
3. Le variazioni indicate al comma precedente sono approvate dall'Amministrazione con apposita nota senza modifica del presente decreto.


Articolo 4
(Durata del provvedimento)
1. L'autorizzazione di cui all'art 1 ha durata triennale.
2. Alla scadenza del terzo anno di autorizzazione, il soggetto legittimato ai sensi dell'articolo 14, comma 8, della legge 21 dicembre 1999, n. 526, dovrà comunicare all'Autorità nazionale competente, l'intenzione di confermare "CSQA Certificazioni Srl" o proporre un nuovo soggetto da scegliersi tra quelli iscritti nell'elenco di cui all'art. 14, comma 7, della legge 21 dicembre 1999, n.526, ovvero di rinunciare esplicitamente a tale facoltà di scelta.
3. Nell'ambito del periodo di validità dell'autorizzazione "CSQA Certificazioni Srl" è tenuta ad adempiere a tutte le disposizioni complementari che l'autorità nazionale competente, ove lo ritenga necessario, decida di impartire.
4. Nel periodo di vigenza dell'autorizzazione "CSQA Certificazioni Srl" resterà iscritto nell'elenco degli organismi privati di controllo di cui all'articolo 14, comma 7 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, a meno che non intervengano motivi ostativi alla sua iscrizione nel predetto elenco.


Articolo 5
(Obblighi di comunicazione)
1. "CSQA Certificazioni Srl" comunica alla Direzione Generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione e tutela del consumatore del Ministero le attestazioni di conformità all'utilizzo della denominazione "Fungo di Borgotaro", delle quantità certificate e degli aventi diritto entro trenta giorni lavorativi dal rilascio delle stesse.
2. "CSQA Certificazioni Srl" trasmetterà i dati relativi al rilascio delle attestazioni di conformità all'utilizzo della denominazione "Fungo di Borgotaro" a richiesta del Consorzio di tutela riconosciuto, ai sensi dell'art.14 della Legge 526/99 e, comunque, in assenza di tale richiesta, con cadenza annuale.
3. "CSQA Certificazioni Srl" è tenuta ad adempiere agli obblighi indicati negli artt. 5 e 7 del decreto ministeriale 12 marzo 2015, n. 271.


Articolo 6
(Vigilanza)
"CSQA Certificazioni Srl" è sottoposto alla vigilanza esercitata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dalla Regione Emilia Romagna e dalla Regione Toscana, ai sensi dell'art. 14, comma 12, della legge 21 dicembre 1999, n. 526.


Articolo 7
(Misure in caso di delle inosservanza disposizioni)
L'inosservanza, da parte di "CSQA Certificazioni Srl", delle disposizioni del presente decreto può comportare la sospensione o la revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 1, ai sensi dell'articolo 14, comma 4, della Legge 526/99.
Il presente decreto è pubblicato sul sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
f.to Il Direttore Generale
(Dott. Roberto Tomasello)

NOVITA

 
 
 

 

NOVITA

 

Tutti i disciplinari delle denominazioni di origine dei vini italiani