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 BARBERA DEL MONFERRATO Doc - disciplinare di produzione

BARBERA DEL MONFERRATO Doc

I vini denominati BARBERA DEL MONFERRATO Doc 
sono catalogati nella Regione
Piemonte 
al numero progressivo 
156


MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO MINISTERIALE 27 giugno 2008
MODIFICA DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A
DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA BARBERA DEL
MONFERRATO (GU n. 157 del 07-07-2008).
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA
“BARBERA DEL MONFERRATO”
Art.1 – Denominazione e vini.
1. La Denominazione di Origine Controllata “Barbera del Monferrato” è
riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti
prescritti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti
tipologie, specificazioni aggiuntive o menzioni:
Vini rossi:
Barbera del Monferrato;
Barbera del Monferrato frizzante;
Art.2 – Base ampelografica.
1. Il vino “Barbera del Monferrato” deve essere ottenuto dalle uve
provenienti da vigneti aventi,nell’ ambito aziendale, la seguente
composizione ampelografica:
Barbera: Minimo 85%;
Freisa, Grignolino e Dolcetto, da soli o congiuntamente: Massimo 15%.
Art. 3 – Zona di produzione delle uve.
1. La zona di produzione del vino Barbera del Monferrato comprende i
territori dei seguenti comuni:
2.
Provincia di Alessandria:
a) Alto Monferrato: Acqui, Alice Bel Colle, Belforte, Bergamasco,
Borgoratto Alessandrino, Bistagno, Carpeneto, Capriata d’Orba, Cartosio,
Carentino, Cassine, Cassinelle, Castelletto d’Erro, Castelletto d’Orba,
Castelnuovo Bormida, Cavatore, Cremolino, Denice, Frascaro, Gamalero, S.
Rocco di Gamalero, Grognardo, Lerma, Melazzo, Merana, Malvicino, Molare,
Montaldeo, Montaldo Bormida, Morbello, Morsasco, Montechiaro d’Acqui,
Orsara Bormida, Ovada, Pareto, Ponti, Ponzone, Prasco, Predosa, Ricaldone,
Rivalta Bormida, Rocca Grimalda, Sezzadio, Silvano d’Orba, Spigno
Monferrato, Strevi, Tagliolo, Terzo, Trisobbio, Visone,
b) Basso Monferrato: Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Bassignana,
Camagna, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Castelletto
Monferrato, Cellamonte, Cereseto, Cerrina, Coniolo, Conzano, Cuccaro,
Fubine, Frassinello Monferrato, Gabiano, Lu Monferrato, Masio, Mirabello
Monferrato, Mombello Monferrato, Moncestino, Montecastello, Murisengo,
Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio Monferrato,
Ozzano, Pomaro Monferrato, Pecetto di Valenza, Pietra Marazzi, Pontestura,
Ponzano Monferrato, Quargnento, Rosignano Monferrato, Rivarone, Sala, San
Salvatore Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea,
Solonghello, Terruggia, Treville, Valenza, Vignale, Villadeati,
Villamiroglio. Nei comuni di Coniolo, di Casale Monferrato e di Occimiano e
Mirabello la zona di produzione è limitata ai territori collinari posti
sulla destra del fiume Po e che sono delimitati dalla strada di
circonvallazione di Casale uscente dal ponte sul Po in direzione di
Alessandria, costeggiante il colle di S: Anna, attraversante il rione
Valentino e la frazione di S: Germano. A sud di Casale il confine della
zona di produzione coincide con la stessa strada nazionale che delimita
anche il territorio collinare del Comune di Occimiano Monferrato, sito alla
destra in direzione di Alessandria, fino al confine amministrativo del
comune di Mirabello Monferrato.
Provincia di Asti:
Agliano Terme, Albugnano, Antignano, Aramengo, Asti, Azzano d’Asti,
Baldichieri, Belveglio, Berzano San Pietro, Bruno, Bubbio, Buttigliera
d’Asti, Calamandrana, Calliano, Calosso, Camerano Casasco, Canelli,
Cantarana, Capriglio, Casorzo, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castagnole
Monferrato, Castel Boglione, Castell’Alfero, Castellero, Castelletto
Molina, Castello d’Annone, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea,
Castelnuovo Don Bosco, Castel Rocchero, Celle Enomondo, Cerreto d’Asti,
Cerro Tanaro, Cessole, Chiusano d’Asti, Cinaglio, Cisterna d’Asti,
Coazzolo, Cocconato,, Corsione, Cortandone, Cortanze, Cortazzone,
Cortiglione, Cossombrato, Costigliole d’Asti, Cunico, Dusino San Michele,
Ferrere, Fontanile, Frinco, Grana, Grazzano Badoglio, Incisa Scapaccino,
Isola d’Asti, Loazzolo, Maranzana, Maretto, Moasca, Mombaldone, Mombaruzzo,
Mombercelli, Monale, Monastero Bormida, Moncalvo, Moncucco Torinese,
Mongardino, Montabone, Montafia, Montaldo Scarampi, Montechiaro d’Asti,
Montegrosso d’Asti, Montemagno, Montiglio Monferrato, Moransengo, Nizza
Monferrato, Olmo Gentile, Passerano Marmorito, Penango, Piea, Pino d’Asti,
Piovà Massaia, Portacomaro, Quaranti, Refrancore, Revigliasco d’Asti,
Roatto, Robella, Rocca d’Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Rocchetta
Tanaro, San Damiano d’Asti, San Giorgio Scarampi, San Martino Alfieri, San
Marzano Oliveto, San Paolo Solbrito, Scurzolengo, Serole Sessame, Settime,
Soglio, Tigliole, Tonco, Tonengo, Vaglio Serra, Valfenera, Vesime, Viale
d’Asti, Viarigi, Vigliano, Villafranca d’Asti, Villa San Secondo, Vinchio.
Art. 4 – Norme per la viticoltura.
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla
produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Barbera del
Monferrato” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte
a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di
qualità previste dal presente disciplinare.
2. In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai
requisiti esposti ai punti che seguono:
- giacitura: esclusivamente collinare. Sono esclusi i terreni di
fondovalle, quelli umidi e quelli non sufficientemente soleggiati;
- altitudine: non superiore a 650 metri s.l.m.;
- esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve;
Sono ammessi i reimpianti dei vigneti nelle attuali condizioni di
esposizione. Per i nuovi impianti è esclusa l’esposizione nord.
- densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle
caratteristiche peculiari dell’uva e del vino. I vigneti oggetto di nuova
iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi
ad ettaro, calcolati sul sesto di impianto, non inferiore a 3500 ;
- forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forme di
allevamento: la controspalliera con vegetazione assurgente; sistemi di
potatura: il Guyot tradizionale, il cordone speronato basso e/o altre forme
comunque atte a non modificare in negativo la qualità delle uve);
- è vietata ogni pratica di forzatura.
3. Le rese massime di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per
la produzione dei vini a d.o.c Barbera del Monferrato ed i titoli
alcolometrici volumici minimi naturali delle relative uve destinate alla
vinificazione devono essere rispettivamente le seguenti:
Vini Resa uva kg/ha Titolo alcol. vol.
min. naturale
Barbera del Monferrato 10000 11% vol.
Barbera del Monferrto frizzante 10000 11% vol.
Le uve destinate alla produzione del vino Barbera del Monferrato che
intendano fregiarsi della specificazione aggiuntiva “vigna” debbono
presentare un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,00%.
La specificazione aggiuntiva “vigna” non è prevista per la tipologia
Barbera del Monferrato frizzante.
La quantità massima di uva ammessa per la produzione del vino a
Denominazione di Origine Controllata “Barbera del Monferrato” con la
menzione aggiuntiva “vigna” seguita dal relativo toponimo deve essere di
9.000 Kg per ettaro di coltura specializzata.
In particolare, per poter utilizzare la menzione aggiutiva “vigna”, il
vigneto di età inferiore ai sette anni, dovrà avere una resa ettaro
ulteriormente ridotta:
· al terzo anno di impianto:
vini Resa uva Titolo alcolometrico
kg/ha vol. min. naturale
Barbera del Monf.to 5.400 12,00% vol.
· Al quarto anno di impianto:
vini Resa uva Titolo alcolometrico
kg/ha vol. min. naturale
Barbera del Monf.to 6.300 12,00% vol.
· Al quinto anno di impianto:
vini Resa uva Titolo alcolometrico
kg/ha vol. min. naturale
Barbera del Monf.to 7.200 12,00% vol.
· Al sesto anno di impianto:
vini Resa uva Titolo alcolometrico
kg/ha vol. min. naturale
Barbera del Monf.to 8.100 12,00% vol.
· Dal settimo anno di impianto in poi:
vini Resa uva Titolo alcolometrico
kg/ha vol. min. naturale
Barbera del Monf.to 9.000 12,00% vol.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla
produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata “Barbera del
Monferrato” devono essere riportati nei limiti di cui sopra purchè la
produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i
limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
4. In caso di annata sfavorevole, se necessario, la Regione Piemonte fissa
una resa inferiore a quella prevista dal presente disciplinare anche
differenziata nell’ambito della zona di produzione di cui all’art.3.
5. I conduttori interessati che prevedano di ottenere una resa maggiore
rispetto a quella fissata dalla Regione Piemonte, ma non superiore a quella
fissata dal precedente punto 3, dovranno tempestivamente, e comunque almeno
5 giorni prima della data di inizio della propria vendemmia, segnalare,
indicando tale data, la stima della maggior resa, mediante lettera
raccomandata agli organi competenti per territorio preposti al controllo,
per consentire gli opportuni accertamenti da parte degli stessi.
6. Nell’ambito della resa massima fissata in questo articolo, la regione
Piemonte, su proposta del Consorzio di Tutela o del Consiglio
Interprofessionale, può fissare limiti massimi di uva da rivendicare per
ettaro inferiori a quello previsto dal presente disciplinare in rapporto
alla necessità di conseguire un miglior equilibrio di mercato.
In questo caso non si applicano le disposizioni di cui al comma 5.
7. I vigneti iscritti all’albo del Barbera d’Asti non possono fare parte
dell’albo dei vigneti del Barbera del Monferrato.
Art. 5 – Norme per la vinificazione.
1. Per il vino a denominazione di origine controllata Barbera del
Monferrato le operazioni di vinificazione e di invecchiamento devono essere
effettuate nell’interno della zona di produzione di cui all’art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali è consentito che tali
operazioni siano effettuate nell’ambito dell’intero territorio della
regione Piemonte.
2. La resa massima dell’uva in vino finito non dovrà essere superiore a:
Vini Resa Produzione
(uva/vino) max di vino
(litri ad ettaro)
Barbera del Monferrato non superiore al 70% 7.000
Barbera del Monferrato non sup. al 70% 7.000
frizzante
Per l’impiego della menzione “vigna”, fermo restando la resa percentuale
massima uva/vino di cui al paragrafo sopra, la produzione massima di vino
in l/ha ottenibile è determinata in base alle rispettive rese uva in Kg/ha
di cui all’art. 4 punto 3.
Qualora tali rese superino la percentuale sopra indicata, ma non oltre il
75%, l’eccedenza non avrà diritto alla Denominazione di Origine
Controllata, oltre detto limite percentuale decade il diritto alla
denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
3. Nella vinificazione e maturazione devono essere seguiti i criteri
tecnici più razionali ed effettuate le pratiche enologiche atte a conferire
al vino le migliori caratteristiche di qualità, ivi compreso
l’arricchimento della gradazione zuccherina, secondo i metodi riconosciuti
dalla legge.
4. Per le uve “Barbera del Monferrato” la scelta vendemmiale è consentita,
ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso le denominazioni
di origine controllate “Monferrato” rosso, “Monferrato” chiaretto o Ciaret
e “Piemonte” barbera .
5. Il vino destinato alla Denominazione di Origine Controllata “Barbera del
Monferrato” può essere riclassificato con la Denominazione di Origine
Controllata “Monferrato” rosso e “Piemonte” Barbera purchè corrisponda alle
condizioni ed ai requisiti previsti dal relativo disciplinare, previa
comunicazione del detentore agli organi competenti.
Art. 6 – Caratteristiche dei vini al consumo.
1. I vini Barbera del Monferrato all’atto dell’immissione al consumo
devono corrispondere alle seguenti caratteristiche:
2.
Barbera del Monferrato:
- colore: rosso rubino più o meno intenso;
- odore: vinoso, caratteristico;
- sapore: asciutto, mediamente di corpo, talvolta vivace;
- titolo alcolomentrico volumico totale minimo: 11,50% vol.; per la
“Barbera del Monferrato” con indicazione di “vigna” 12,00%vol;
- estratto non riduttore minimo: 23g/l;
- acidità totale minima: 4,5 g/l.
Barbera del Monferrato frizzante:
- colore: rosso rubino più o meno intenso;
- spuma: fine, persistente;
- odore: vinoso, caratteristico;
- sapore: asciutto o leggermente abboccato, mediamente di corpo;
- titolo alcolomentrico volumico totale minimo: 11,50% vol.
- estratto non riduttore minimo: 23 g/l;
- acidità totale minima: 4,5 g/l
2. La Denominazione di Origine Controllata “Barbera del Monferrato” può
essere utilizzata per designare un vino frizzante qualora sia prodotto alle
condizioni di cui al presente disciplinare, rispetti le caratteristiche al
consumo di cui al comma precedente e sia elaborato secondo quanto previsto
dalla vigente normativa per i vini frizzanti.
3. E’ facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali, con proprio decreto, di modificare i limiti minimi sopra
indicati per l’acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.
Art. 7 – Etichettatura, designazione e presentazione.
1. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine
controllata e garantita Barbera del Monferrato è vietata l’aggiunta di
qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente
disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “fine”,
“naturale”, “scelto”, “selezionato, “vecchio” e simili.
2. Nella designazione e presentazione dei vini a Denominazione di Origine
Controllata “Barbera del Monferrato” è consentito l’uso di indicazioni che
facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati, purché non
abbiano significato laudativo, non traggano in inganno il consumatore.
3. Nella designazione e presentazione del vino a Denominazione di Origine
Controllata “Barbera del Monferrato”, la Denominazione di Origine può
essere accompagnata dalla menzione “vigna” seguita dal corrispondente
toponimo purchè:
- le uve provengano totalmente del medesimo vigneto;
- tale menzione sia iscritta nella “Lista positiva” istituita
dall’organismo che detiene l’Albo dei Vigneti della denominazione;
- la vinificazione delle uve e l’invecchiamento del vino siano stati
svolti in recipienti separati e la menzione “vigna”, seguita dal
toponimo, sia stata riportata nella denuncia delle uve, nei registri e
nei documenti di accompagnamento;
- la menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo sia riportata in
etichetta con caratteri di dimensione uguale o inferiore al 50% del
carattere usato per la denominazione di origine controllata Barbera del
Monferrato.
4. Nella designazione e presentazione dei vini a Denominazione di Origine
Barbera del Monferrato di cui all’art.1 è obbligatoria l’indicazione
dell’annata di produzione delle uve.
Art. 8 – Confezionamento.
1. Le bottiglie in cui viene confezionato il vino di cui all’art.1 per la
commercializzazione devono essere di vetro, di forma e colore
tradizionale, di capacità consentita dalle vigenti leggi, ma comunque non
inferiori a 18,7 Cl e con l’esclusione del contenitore da 200 cl..
2. E vietato il confezionamento e la presentazione in bottiglie che possano
trarre in inganno il consumatore o che siano comunque tali da offendere il
prestigio del vino.
3. Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini di cui all’art.1 con
l’aggiunta della menzione “vigna” seguita dal toponimo, per la
commercializzazione devono essere di capacità inferiore o uguale a 500 cl.

 

 Fonti : La pubblicazione dei testi non ha carattere di ufficialit├á


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