Ti trovi in: Inizio > News > Prodotti dop igp > Marrone del Mugello Igp

Marrone del Mugello Igp

Marrone del Mugello Igp

119 Marrone del Mugello I.G.P.
Ortofrutticoli e cereali
Reg. CE n. 1263 del 01.07.96
GUCE L 163 del 02.07.96
Toscana
Firenze


Gazzetta n. 187 del 11 agosto 2016
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
COMUNICATO

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Marrone del Mugello».

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha ricevuto, nel quadro della procedura prevista dal regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012, l'istanza intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Marrone del Mugello» registrata con regolamento (CE) n. 1263/1996 della Commissione del 1° luglio 1996.
Considerato che la modifica e' stata presentata dal Consorzio di tutela del Marrone del Mugello IGP - via P. Togliatti n. 4 - 50032 Borgo San Lorenzo (Firenze), soggetto non riconosciuto ai sensi dell'art. 14 della legge n. 526/1999.
Considerato che il decreto ministeriale n. 12511 del 14 ottobre 2013, recante la procedura a livello nazionale per l'attuazione del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari in materia di DOP, IGP e STG, prevede all'art. 13 che la richiesta di modifica di un disciplinare di produzione di una DOP o IGP possa essere presentata dal relativo Consorzio di tutela riconosciuto ai sensi della citata normativa o, in assenza, da soggetti immessi nel sistema di controllo della denominazione che rappresentino almeno il 51% della produzione controllata dell'ultimo anno solare/campagna produttiva, nonche' una percentuale pari almeno al 30% delle imprese inserite nel sistema di controllo e dai riscontri effettuati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dalla Regione Toscana e' risultato che la richiesta presentata dal Consorzio di tutela del Marrone del Mugello IGP soddisfi tale condizione.
Ritenuto che le modifiche apportate non alterano le caratteristiche del prodotto e non attenuano il legame con l'ambiente geografico.
Considerato altresi', che l'art. 53 del regolamento (UE) n. 1151/2012 prevede la possibilita' da parte degli Stati membri, di chiedere la modifica ai disciplinari di produzione delle denominazioni registrate.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali acquisito il parere della Regione Toscana, circa la richiesta di modifica, ritiene di dover procedere alla pubblicazione del disciplinare di produzione della I.G.P del «Marrone del Mugello», cosi' come modificato.
Le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, relative alla presente proposta, dovranno essere presentate, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - Dipartimento delle politiche competitive della qualita' agroalimentare, ippiche e della pesca - Direzione generale per la promozione della qualita' agroalimentare e dell'ippica - Divisione PQAI IV, via XX Settembre n. 20 - 00187 Roma - entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente proposta, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della trasmissione della suddetta proposta di modifica alla Commissione europea.
Decorso tale termine, in assenza delle suddette osservazioni o dopo la loro valutazione ai sensi dell'art. 49, paragrafo 3 del regolamento (UE) n. 1151/2012, ove pervenute, la predetta proposta sara' notificata, per l'approvazione ai competenti organi comunitari.

Allegato
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA
«MARRONE DEL MUGELLO»

Art. 1.

La Indicazione geografica protetta «Marrone del Mugello» e' riservata ai frutti che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art. 2.

La zona di produzione del «Marrone del Mugello» e' costituita in un unico corpo comprendente i territori dei seguenti comuni:

=======================================
| Comune di Barberino di| |
| Mugello | per intero |
+=======================+=============+
| Comune di Borgo S. | |
|Lorenzo | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Dicomano | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Firenzuola | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Londa | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Marradi | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Palazzuolo | |
|Sul Senio | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Pelago | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Pontassieve | per intero |
+-----------------------+-------------+
| Comune di Rufina | per intero |
+-----------------------+-------------+
|Comune di S. Godenzo |per intero |
+-----------------------+-------------+
|Comune di Scarperia e | |
|San Piero a Sieve |per intero |
+-----------------------+-------------+
|Comune di Vaglia |per intero |
+-----------------------+-------------+
|Comune di Vicchio | |
|Mugello |per intero |
+-----------------------+-------------+
Art. 3.

Il «Marrone del Mugello» deriva da una serie di ecotipi correntemente indicati col nome della localita' e/o Comune di provenienza ma tutti riconducibili alla varieta' Marrone Fiorentino che viene propagato per via agamica da molti secoli.
I frutti rispondenti alla denominazione «Marrone del Mugello» hanno in comune le seguenti caratteristiche botaniche:
numero di frutti per riccio (o cardo) normalmente in numero di tre;
pezzatura medio-grossa;
forma prevalentemente ellissoidale, apice poco pronunciato con presenza di tomento, terminante con residui stilari (torcia) anch'essi tomentosi: di norma una faccia laterale tendenzialmente piatta, l'altra marcamente convessa; cicatrice ilare (base) di forma sensibilmente rettangolare di dimensioni tali da non debordare sulle facce laterali, generalmente piatta e di colore piu' chiaro del pericarpo;
pericarpo sottile di colore bruno rossiccio con striature in senso meridiano, rilevate e piu' scure, in numero variabile da 25 a 30. Esso e' facilmente distaccabile dall'episperma il quale si presenta di colore «camoscio» e poco invaginato;
il seme, di norma uno per frutto, si presenta di polpa bianca, croccante e di gradevole sapore dolce con superficie quasi priva di solcature; molto limitati i frutti con seme diviso (settato).

Art. 4.

I castagneti da frutto destinati alla produzione del «Marrone del Mugello» devono trovarsi in condizioni ambientali e devono essere condotti con tecniche colturali tali da conferire al prodotto le specifiche caratteristiche di qualita'.
Sono da considerarsi idonei i castagneti ubicati nell'area definita all'art. 2 comprendenti almeno il 90% di piante di castagni appartenenti alla varieta' «Marrone Fiorentino».
La densita' degli impianti, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura e di raccolta nonche' la propagazione, esclusivamente agamica, devono essere quelli generalmente usati in zona o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche di tipicita' dei frutti.
E' vietata negli impianti in produzione ogni somministrazione di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi. La resa produttiva e' stabilita in massimo kg 2.500 di frutti per ettaro e con densita' inferiore a 80 piante per ettaro in kg 30 per pianta. Anche in annate eccezionalmente favorevoli dovranno essere rispettati i massimali di produzione sopra riportati.

Art. 5.

Le operazioni di cernita, di calibratura, di trattamento del prodotto con «cura» in acqua fredda e con la sterilizzazione e secondo le tecniche gia' acquisite dalla tradizione locale, nonche' quelle di essiccazione e di molitura ed il confezionamento, devono essere effettuate nel territorio di produzione di cui all'art. 2.
Ai fini della commercializzazione il prodotto puo' essere conservato, per graduarne la vendita, in locali idonei. Il prodotto fresco puo' essere immesso al consumo a partire dal 25 settembre dell'anno di produzione.

Art. 6.

Il «Marrone del Mugello» allo stato fresco, all'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
a) pezzatura: non superiore a 90 frutti/kg;
b) prodotto fresco senza alcun trattamento, o prodotto curato in acqua fredda per non piu' di otto giorni o prodotto sterilizzato con bagno in acqua calda e successivo bagno in acqua fredda; non e' consentito l'utilizzo di additivi;
c) prodotto selezionato in modo che:
i frutti siano interi, sani, turgidi, asciutti, puliti e di forma e aspetto normali; cosi' come descritto nell'art. 3;
i frutti non abbiano tracce di muffa sulla buccia e non siano lesionati, vuoti, germogliati;
sono ammesse per ogni chilo di prodotto rappresentativo della partita, le seguenti tolleranze da calcolarsi a percentuale ponderale:
6% di frutti con alterazioni nella polpa non interessanti la buccia all'esterno, prodotte da muffe, da insetti o da altre cause;
3% di frutti bacati con fori di insetti nella buccia;
5% di frutti denutriti o con screpolature o altri difetti che ne pregiudichino l'aspetto;
d) prodotto calibrato in modo che il numero dei frutti risulti omogeneo per kg;
e) fermi restando i requisiti di cui alle lettere b), c) e d), i frutti freschi di pezzatura superiore a 90 frutti/kg possono fregiarsi della IGP «Marrone del Mugello» per essere utilizzati esclusivamente come ingrediente in prodotti composti, elaborati o trasformati;
f) le confezioni possono essere di peso variabile e nel caso di uso di reti queste devono essere di colore rosso. Ogni confezione deve recare un contrassegno con la scritta «Marrone del Mugello» I.G.P., rispondente al logo di cui all'art. 10 apposto in modo tale da non consentirne il riutilizzo.

Art. 7.

Il «Marrone del Mugello» puo' essere commercializzato, oltre che allo stato fresco, come prodotto essiccato rispondente alle seguenti caratteristiche:
1) in guscio o sgusciato intero;
2) sfarinato;
ottenuto con la tecnica acquisita dalla tradizione locale mediante essiccazione in «metati» su graticci ed a fuoco lento e continuo alimentato esclusivamente da legna di castagno.
Per l'ottenimento delle diverse tipologie di prodotto allo stato secco possono essere utilizzati anche frutti freschi di pezzatura superiore ai 90 frutti/kg.
L'umidita' contenuta nei frutti interi o sfarinati non deve superare l'8%; il prodotto finale immesso in commercio deve essere immune da attacchi parassitari di qualsiasi natura; la resa in peso di marroni secchi pelati non puo' superare la percentuale del 35%, mentre la resa in peso di marroni secchi in guscio non puo' superare il 65%; i marroni secchi sgusciati devono presentarsi interi, sani di colore paglierino chiaro e con non piu' del 10% di difetti (tracce di bacatura, deformazioni etc.), la resa massima in peso di farina non puo' superare il 30% del prodotto fresco.
Per il prodotto secco in guscio, e' facoltativo procedere alla calibratura per la vendita al fine di ottenere pezzature migliori.
Il prodotto trasformato deve essere commercializzato in contenitori di materiale idoneo alla conservazione come previsto dalle leggi vigenti e rispondenti alle caratteristiche delle diverse tipologie di prodotto richiamate al primo comma.
Le confezioni possono essere di peso variabile in relazione alle richieste di mercato e devono recare un contrassegno con la scritta «Marrone del Mugello» I.G.P. rispondente al logo di cui all'art. 10 apposto in modo tale da non consentirne il riutilizzo.

Art. 8.

Alla indicazione geografica protetta «Marrone del Mugello» e' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra», «superiore», «fine», «scelto», «selezionato» e similari.
E' vietato inoltre l'uso di indicazioni aventi significato laudativo ed atte a trarre in inganno il consumatore.
E' consentito, sia per il prodotto fresco che per quello essiccato, l'uso al massimo di due indicazioni che facciano riferimento al comune, e/o localita' e/o azienda comprese nel territorio di cui all'art. 2 e dai quali effettivamente provengono i marroni con la indicazione geografica protetta.
E' consentito naturalmente l'apposizione del nome e marchio di impresa e del calibro.

Art. 9.

Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso l'iscrizione in appositi elenchi, gestiti dalla struttura di controllo, delle particelle catastali sulle quali avviene la produzione, dei produttori e dei condizionatori, nonche' attraverso la denuncia alla struttura di controllo dei quantitativi prodotti e' garantita la tracciabilita' del prodotto.
Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte della struttura di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.
La verifica del rispetto del disciplinare e' svolta conformemente a quanto stabilito dall' art. 37 del regolamento (UE) n. 1151/2012. L'organismo di controllo preposto alla verifica del disciplinare di produzione e' la Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Firenze - piazza dei Giudici n. 3 - 50122 - Firenze, Tel. +39-055-29810 - web: www.fi.camcom.it - PEC: cciaa.firenze@fi.legalmail.camcom.it

Art. 10.

Il logo del «Marrone del Mugello» I.G.P., come da riproduzione sotto riportata, ha una normazione costruttiva rettangolare (verticale) che sta nel rapporto di 1:1,35 (lato corto su lato lungo) e si configura dalla scritta «MUGELLO» (colore nero; Font Futura) posta in alto sul lato corto, e la scritta «MARRONE DEL» sul lato sinistro estremo posta in verticale (Font Futura, colori: «MARRONE» colore Pantone 470- C 29%; M 72%; Y 100%; K 23%; «DEL» colore Pantone 368- C 65%; M 0%; Y 100%; K 0%). L'intera scritta ha una spaziatura fra lettere del 40% corpo carattere e una spaziatura fra parole del 3% del corpo carattere.
Sotto la scritta Mugello, in fondo bianco, al centro inclinato sulla destra, si trova la graficizzazione del Marrone del Mugello (che rappresenta il sole) con una variazione di colore a doppia sfumatura, che ne evidenzia la rotondita', che va dal marrone chiaro (pantone 1605c - C 40%; M 80%; Y 100%; K 0%) al marrone scuro (Pantone 4695c- C 40%; M 100%; Y 100%; K 50%); la base del Marrone del Mugello invece ha una sfumatura, che va da sinistra verso destra, da un ocra (Pantone 7413cc- C 20%; M 60%; Y 100%; K 0%) a un marrone chiaro (Pantone 1605c- C 40%; M 80%; Y 100%; K 0%).
II frutto e' adagiato su una forma stilizzata del riccio aperto (che rappresenta i raggi del sole) di colore sfumato da sinistra in basso (Pantone 584c- C 35%; M 5%; Y 85%; K 0%) a destra in alto (Pantone 290c - C 30%; M 0%; Y 0%; K 0%). Sotto troviamo, le doppie «m» (Marrone del Mugello), di segno grafico ampio, di colore nero e discostate fra loro a creare la tipica prospettiva delle verdi colline mugellane; la collina superiore ha un fondo di colore verde (Pantone 347 - C 100%; M 0%; Y 79%; K 8%) che si estende sulla larghezza del tratto nero fino alla base del marchio; la seconda collina in primo piano ha uno sfondo di colore verde chiaro (Pantone 368c- C 60% M 0%; Y 100%; K 0%) che si estende sulla larghezza del tratto nero fino alla base della scritta posizionata su tre righe «INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA» di colore bianco editata con il Font Futura. Le iniziali di ogni parola sono in Futura Bold; Spaziatura fra lettere almeno 40% carattere; Allineamento: giustificato forzato; Interlinea: uguale corpo carattere.
Il logo puo' essere adattato proporzionalmente alle varie esigenze d'utilizzo. Il limite di riduzione, relativamente al lato corto, e' di 1,5.


Marrone del Mugello

Art. 11.

Il legame geografico del marrone con il Mugello, zona particolarmente vocata per la coltivazione del castagno da frutto, deriva principalmente dal fatto che gli ecotipi locali di castagno tutti riconducibili alla varieta' Marrone Fiorentino, riprodotti agamicamente nella zona da molti secoli (come testimoniato dalla presenza di numerose piante secolari), oltre ad essere geneticamente adattate all'ambiente locale (terreni, clima, tecniche di coltivazione, ecc.), formano con esso un binomio inscindibile e conferiscono ai marroni prodotti caratteristiche peculiari tali da renderli perfettamente distinguibili da quelli di altre zone. Nel corso dei secoli si sono inoltre associate all'albero ed ai frutti del castagno anche numerose e importanti tradizioni locali, tecniche e pratiche, paesane e domestiche, tanto da far parlare nella zona dell'esistenza di una vera e propria «civilta' del castagno».
Le caratteristiche qualitative del «Marrone del Mugello» sono sempre state conosciute ed apprezzate anche in altre zone, come sta a testimoniare il commercio con altre regioni, esistente anche in passato.

 


 

Disciplinare in vigore 

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA "MARRONE DEL MUGELLO"


ART.1
La Indicazione Geografica Protetta "Marrone del Mugello" è riservata ai frutti che rispondano
alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


ART. 2
La zona di produzione del "Marrone del Mugello" è costituita dalla parte di territorio della
Provincia di Firenze individuato come segue:
- Comune di Borgo S. Lorenzo Parte
- Comune di Dicomano Per intero
- Comune di Firenzuola Parte
- Comune di Londa Parte
- Comune di Marradi Per intero
- Comune di Palazzuolo Sul Senio Per intero
- Comune di Rufina Parte
- Comune di S. Godenzo Parte
- Comune di Scarperia Parte
- Comune di Vicchio Mugello Parte
Tale area in un unico corpo si estende per circa ha. 87.420, così come da cartografia allegata.


ART. 3
Il "Marrone del Mugello" deriva da una serie di ecotipi correntemente indicati col nome della
località e/o Comune di provenienza ma tutti riconducibili alla varietà Marrone Fiorentino che
viene propagato per via agamica da molti secoli.
I frutti rispondenti alla denominazione "Marrone del Mugello" hanno in comune le seguenti
caratteristiche:
- numero di frutti per riccio (o cardo) in nessun caso superiori a tre;
- pezzatura medio-grossa (non più di 80 frutti/Kg.), con tolleranza del 10% in più in caso di
annate sfavorevoli;
- forma prevalentemente ellissoidale, apice poco pronunciato con presenza di tomento,
terminante con residui stilari (torcia) anch'essi tomentosi: di norma una faccia laterale
tendenzialmente piatta, l'altra marcamente convessa; cicatrice ilare (base) di forma
sensibilmente rettangolare di dimensioni tali da non debordare sulle facce lateriali,
generalmente piatta e di colore più chiaro del pericarpo;
- pericarpo sottile di colore bruno rossiccio con striature in senso meridiano, rilevate e più
scure, in numero variabile da 25 a 30. Esso è facilmente distaccabile dall'episperma il quale
si presenta di colore "camoscio" e poco invaginato;
- il seme, di norma uno per frutto, si presenta di polpa bianca, croccante e di gradevole sapore
dolce con superficie quasi priva di solcature; molto limitati i frutti con seme diviso (settato).


ART. 4
I castagneti da frutto destinati alla produzione del "Marrone del Mugello" devono trovarsi in
condizioni ambientali e devono essere condotti con tecniche colturali tali da conferire al prodotto
le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono da considerarsi idonei i castagneti ubicati da 300 a 900 metri s.l.m. su terreni aventi
giacitura, esposizione, e caratteristiche pedologiche adatte.
La densità degli impianti, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura e di raccolta nonché la
propagazione, esclusivamente agamica, devono essere quelli generalmente usati in zona o,
comunque, atti a non modificare le caratteristiche di tipicità dei frutti.
E' vietata negli impianti in produzione ogni somministrazione di fertilizzanti e fitofarmaci di
sintesi.
La resa produttiva è stabilita in un massimo di Kg. 15 di frutti per pianta ed in Kg. 1500 per
ettaro. Anche in annate eccezionalmente favorevoli dovranno essere rispettati i massimali di
produzione sopra riportati. Il numero di piante in produzione per ettaro non può superare le 120
unità nei vecchi impianti e le 160 unità nei nuovi impianti.


ART. 5
Le operazioni di cernita, di calibratura , di trattamento del prodotto con "cura" in acqua fredda e
con la sterilizzazione e secondo le tecniche già acquisite dalla tradizione locale, nonché il
confezionamento, devono essere effettuate sul territorio della Comunità Montana Zona "E" Alto
Mugello Mugello Val di Sieve.
Ai locali idonei. Il prodotto fresco può essere immesso al consumo a partire dal 5 ottobre
dell'anno fini della commercializzazione il prodotto può essere conservato, per graduarne la
vendita, in di produzione.


ART. 6
Il "Marrone del Mugello" allo stato fresco, all'atto dell'immissione al consumo, deve rispondere
alle seguenti caratteristiche:
- prodotto fresco senza alcun trattamento, o prodotto curato in acqua fredda per non più di otto
giorni senza aggiunta di alcun additivo, o prodotto sterilizzato con bagno in acqua calda e
successivo bagno in acqua fredda senza aggiunta di alcun additivo e secondo la corretta
tecnica locale,
- prodotto selezionato e calibrato in diverse pezzature come previsto dal decreto ministeriale
10 luglio 1939, recante norme speciali tecniche per l'esportazione delle castagne. Le norme
di cui trattasi si applicano sia per la commercializzazione del prodotto nell'ambito dei Paesi
CEE che per l'esportazione verso i paesi terzi;
- prodotto confezionato di norma in sacchetti in rete di colore rosso nelle confezioni da
Kg. 0,5, Kg.1, Kg.2, Kg. 3, Kg.5, Kg.10, ed in sacchetti di juta per le confezioni da 25 e 30
Kg.: confezioni di tipologia diversa dalle precedenti devono essere preventivamente
approvate dal Comitato tecnico di cui all'art. 10, e dall'organismo di controllo di cui
all'art. 10 del Reg. 2081/92. Ogni confezione deve recare un contrassegno con la scritta
"Marrone del Mugello" I.G.P. Il contrassegno dovrà, inoltre,
obbligatoriamente riportare i dati relativi alla pezzatura, al peso, all'annata di
produzione, la data di confezionamento ed essere apposto all'esterno della confezione in
modo da sigillarla .


ART. 7
Il "Marrone del Mugello" può essere commercializzato, oltre che allo stato fresco, come prodotto
trasformato rispondente alle seguenti caratteristiche: - stato secco in guscio, sgusciato intero o
sfarinato, ottenuto con la tecnica acquisita dalla tradizione locale mediante essiccazione in
"metati" su graticci ed a fuoco lento e continuo alimentato esclusivamente da legna di castagno.
Per la trasformazione nelle diverse tipologie di prodotto allo stato secco devono essere
utilizzati frutti freschi di pezzatura inferiore agli 80 frutti/Kg.. L'umidità contenuta nei frutti
interi o sfarinati non deve superare il 15%; il prodotto deve essere immune da attacchi parassitari
di qualsiasi natura; la resa in marroni secchi pelati non può superare la percentuale del 35%
mentre la resa in marroni secchi in guscio non può superare il 65%; i marroni secchi sgusciati
devono presentarsi interi, sani di colore paglierino chiaro e con non più del 10% di difetti (tracce
di bacatura, deformazioni etc.). La resa massima in farina non può superare il 30% del
prodotto fresco.
Il prodotto trasformato deve essere commercializzato in contenitori di materiale idoneo alla
conservazione come previsto dalle leggi vigenti e rispondenti alle caratteristiche delle diverse
tipologie di prodotto richiamate al primo comma.
Le confezioni possono essere di peso variabile in relazione alle richieste di mercato e devono
recare un contrassegno con la scritta "Marrone del Mugello" I.G.P. Per il prodotto secco in
guscio, è facoltativo procedere alla calibratura per la vendita al fine di ottenere pezzature
migliori.
Ai fini della commercializzazione e della esportazione del prodotto secco si applicano le norme
di cui al citato decreto ministeriale 10 luglio 1939.
Altri prodotti trasformati in cui il frutto rimane singolarmente individuabile ed ottenuti dal
"Marrone del Mugello" potranno fare riferimento al prodotto di origine.
Per i marroni sotto sciroppo o sotto spirito è ammessa l'utilizzazione di frutti freschi aventi
una pezzatura fino a 95 frutti/Kg.


ART. 8
Alla indicazione geografica protetta "Marrone del Mugello " è vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi
"extra", "superiore", "fine", "scelto", "selezionato" e similari.
E' vietato inoltre l'uso di indicazioni aventi significato laudativo ed atte a trarre in inganno il
consumatore.
E' consentito, sia per il prodotto fresco che per quello trasformato, l'uso al massimo di due
indicazioni che facciano riferimento al comune, e/o località e/o azienda comprese nel territorio di
cui all'art. 2 e dai quali effettivamente provengono i marroni con la indicazione geografica
protetta.
E' consentito naturalmente l'apposizione del nome e marchio di impresa.


ART. 9
I produttori che intendono porre in commercio il proprio prodotto con la indicazione geografica
protetta "Marrone del Mugello" sono tenuti ad iscrivere i loro castagneti, la cui produzione sia
costituita per almeno il 95% dalla varietà denominata di cui all'art. 3, in un apposito albo
pubblico istituito presso la Comunità Montana Zona "E" con sede a Borgo S. Lorenzo, per il
tramite del comune in cui ricadono i castagneti medesimi.
Nell'albo di cui al comma 1 devono essere indicati gli estremi atti ad individuare (*) la ditta
produttrice , gli estremi catastali desunti dagli estratti di mappa e di partita, le superfici a
castagneto, la produzione massima per ettaro e per pianta di frutti, le località, l'età del
castagneto, lo stato fitosanitario ed il numero delle piante.
Le domande di iscrizione dei castagneti all'albo devono essere presentate entro il 30 giugno
dell'anno a decorrere dal quale si intende commercializzare il prodotto con la indicazione
geografica protetta.
Entro la stessa data devono essere presentate le domande intese ad apportare eventuali modifiche
alle iscrizioni stesse.


ART. 10
Un apposito comitato tecnico, istituito presso la Comunità Montana Zona "E", è incaricato
dell'esame delle domande di iscrizione e di modifiche all'albo. Detto comitato è presieduto dal
Presidente della Comunità Montana o da un suo delegato ed è composto da due esperti tecnici
nominati dalla Comunità Montana stessa e da due esperti designati dall'eventuale consorzio
volontario dei produttori castanicoli incaricato della vigilanza o , in mancanza di questo, dalla
Comunità Montana su proposta delle organizzazioni professionali di categoria maggiormente
rappresentative nella zona.
Il comitato stesso, che sovraintende anche alla tenuta dell'albo, è tenuto ad effettuare
annualmente sopralluoghi prima della raccolta nei castagneti iscritti all'albo per accertare la
media di produzione di marroni e controllare la rispondenza delle denunce effettuate dai
produttori.
Fintanto non venga designata un specifica struttura di controllo, la Comunità Montana
avvalendosi di detto comitato potrà assumere in forma provvisoria e su disposizione dell'autorità
competente, le funzioni di vigilanza per l'applicazione del presente disciplinare di produzione.


ART. 11
Le ditte produttrici aventi i castagneti iscritti all'albo che intendono commercializzare il proprio
prodotto con la denominazione di origine sono tenuti a dichiarare alla Comunità Montana, per il
tramite del comune competente per territorio, entro dieci giorni dalla fine della raccolta, la
quantità di marroni prodotta e, nel caso che l'abbiano venduta in partite non confezionate
secondo le modalità di cui all'art. 6, il nominativo e l'indirizzo dell'acquirente nonché il
castagneto da cui deriva il prodotto.
La Comunità Montana, per il tramite del comune competente per territorio, rilascia al dichiarante
ricevuta per il quantitativo denunciato.


ART. 12
Per il prodotto che verrà certificato si dovrà pagare un contributo di entità sufficiente a coprire i
costi che l'Ente incontrerà nello svolgimento della sua attività di tutela: tale contributo sarà
rapportato al quantitativo di marroni per il quale il produttore ha richiesto i contrassegni di
indicazione geografica, e il suo prezzo verrà fissato di anno in anno.
La richiesta volta ad ottenere i contrassegni di cui sopra dovrà essere conforme con la
dichiarazione presentata ai sensi degli artt. 9 e 11 e nei limiti delle quantità fissate dall'art. 4.
Qualora il prodotto non venga confezionato in azienda, il produttore consegnerà al compratore
apposita certificazione che dia diritto all'acquirente di ritirare contrassegni da inserirsi nelle
confezioni.
La ditta acquirente è obbligata al rispetto di tutte le norme del presente disciplinare e soggetta ai
relativi controlli.


ART. 13
La vigilanza per l'applicazione delle disposizioni del presente disciplinare di produzione è svolta
dal Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, il quale può avvalersi ai fini della
vigilanza sulla produzione e sul commercio del marrone del Mugello di un consorzio tra i
produttori conformemente a quanto stabilito dall'art. 10 del Regolamento CEE 2081/92.

 

NOVITA

 
 
 

 

NOVITA

 

Strade dei vini e dei sapori italiani