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Limone Femminello del Gargano Igp


114 Limone Femminello del Gargano I.G.P.
Ortofrutticoli e cereali
Reg. CE n. 148 del 15.02.07
GUCE L 46 del 16.02.07
Regione Puglia
Provincia Foggia

Gazzetta n. 27 del 2 febbraio 2017 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
COMUNICATO

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Limone Femminello del Gargano».

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha ricevuto, nel quadro della procedura prevista dal regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, l'istanza intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Limone Femminello del Gargano», registrata con regolamento (CE) n. 148/2007 della Commissione del 15 febbraio 2007.
Considerato che la modifica e' stata presentata dal Consorzio di tutela dell'Arancia del Gargano IGP e del Limone femminello del Gargano IGP con sede in Via Varano 11 - 71012 Rodi Garganico (FG), e che il predetto consorzio e' l'unico soggetto legittimato a presentare l'istanza di modifica del disciplinare di produzione ai sensi dell'art. 14 della legge n. 526/99.
Considerato altresi', che l'art. 53 del regolamento (UE) n. 1151/2012 prevede la possibilita' da parte degli Stati membri, di chiedere la modifica ai disciplinari di produzione delle denominazioni registrate.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali acquisito il parere della Regione Puglia, circa la richiesta di modifica, ritiene di dover procedere alla pubblicazione del disciplinare di produzione della I.G.P «Limone Femminello del Gargano», cosi' come modificato.
Le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, relative alla presente proposta, dovranno essere presentate, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - Dipartimento delle politiche competitive della qualita' agroalimentare, ippiche e della pesca - Direzione generale per la promozione della qualita' agroalimentare e dell'ippica - Divisione PQAI IV, Via XX Settembre n. 20 - 00187 Roma - entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente proposta, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della trasmissione della suddetta proposta di modifica alla Commissione europea.
Decorso tale termine, in assenza delle suddette osservazioni o dopo la loro valutazione ai sensi dell'art. 49, paragrafo 3 del regolamento (UE) n. 1151/2012, ove pervenute, la predetta proposta sara' notificata, per l'approvazione ai competenti organi comunitari.

Allegato

Disciplinare di produzione Indicazione geografica protetta
«Limone Femminello del Gargano»

Art. 1.

Denominazione

L'indicazione geografica protetta «Limone Femminello del Gargano» e' riservata ai limoni prodotti in un'area specifica del promontorio del Gargano, nella Regione Puglia, completamente maturati sulla pianta e prodotti per il consumo fresco e la trasformazione, che rispettano le condizioni e i requisiti stabiliti nel presente disciplinare.

Art. 2.

Caratteristiche del prodotto

L'indicazione geografica protetta Limone Femminello del Gargano e' riservata alla cultivar tradizionalmente coltivata, e precisamente ai tipi inquadrabili nel gruppo Femminello Comune, localmente individuato come «Limone nostrale».
Il Limone Femminello del Gargano e' variabile nella forma, dimensione e peso in conseguenza delle diverse fioriture primaverili e estivo-autunnali. Le forme vanno da quelle tipicamente ellissoidali/oblunghi, a quelle ovoidali, a quelle tendenzialmente globose, con umbone piu' sviluppato nei frutti invernali. Diametro equatoriale minimo di 50 mm, peso non inferiore a 80 g; buccia color giallo-citrino lucente. Flavedo spesso e molto ricco di oli essenziali, con profumi molto intensi; 8-11 segmenti per frutto. Polpa molto succosa di color giallo-verde (succo non inferiore al 30% del peso del frutto); acidita' superiore a 3,5 gr/100 ml.
Fermo restante le caratteristiche di cui sopra, sono destinati esclusivamente alla trasformazione i frutti con diametro superiore a 45 mm e peso non inferiore a 60 grammi.

Art. 3.

Zona di produzione

Per Limone Femminello del Gargano, s'intende il frutto prodotto e confezionato in un'area che interessa i territori di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico e precisamente il tratto costiero - subcostiero del promontorio del Gargano che va da Vico del Gargano a Rodi Garganico, fin sotto Ischitella. L'area e' identificata dai seguenti confini naturali: a nord, la linea di spiaggia compresa nel tratto contrada Calenella-Foce torrente Romondato, ad ovest il tracciato del torrente citato, a sud-ovest, il tratto strada provinciale frazione Isola Varano-Ischitella e il tracciato del torrente Pietrafitta, a sudest i tracciati dei tratturi Canneto e San Nicola, ad est il limite del territorio del comune di Vico del Gargano rappresentato dalla contrada Calenella.

Art. 4.

Elementi che comprovano l'origine

Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna gli input (prodotti in entrata) e gli output (prodotti in uscita). In questo modo, e attraverso l'iscrizione in appositi elenchi, gestiti dalla struttura di controllo, dei produttori e dei confezionatori e' garantita la tracciabilita' e rintracciabilita' del prodotto. La prova dell'origine, inoltre, e' comprovata da specifici adempimenti cui si sottopongono gli agrumicoltori, quali il catasto di tutti i terreni sottoposti alla coltivazione di Limone Femminello del Gargano, nonche' la tenuta di appositi registri di produzione e la denuncia alla struttura di controllo delle quantita' prodotte. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, sono assoggettate al controllo da parte della struttura di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.

Art. 5.

Metodo di ottenimento

Il Limone Femminello del Gargano e' ottenuto in una realta' agrumaria «storica» con una tecnica consolidata nella tradizione, idonea ad ottenere limoni con specifiche caratteristiche di qualita'.
5.1. I terreni.
I terreni sono orograficamente inquadrabili nella fascia perimetrale del promontorio modellata in valli e vallecole. Geomorfologicamente si tratta di piccole valli calcaree con terreni della categoria «suoli rossi mediterranei» particolarmente ricchi di potassio e microelementi.
5.2. Il portainnesto.
Il portainnesto, come da tradizione agronomica, e' principalmente l'Arancio amaro (Citrus aurantium L.), sostituibile da altri portainnesti comunque certificati dalla normativa vigente.
5.3. Impianto e sesto d'impianto, forme di protezione.
L'impianto del limoneto e' fatto nel pieno rispetto dei peculiari caratteri orografici e podologici che caratterizzano la zona; su quelli in pendio si deve procedere alla sistemazione a terrazzo, quali muretti a secco e ciglionamenti. Il limoneto, come da tradizione, e' consociabile con alberi di Arancia Bionda del Gargano. La protezione dai venti, ove necessaria, deve essere assicurata da frangivento vivi di leccio, alloro ed altre essenze agrarie, ovvero da canneti e reti. Il sesto d'impianto e' quello tradizionale, a quinconce, e in ogni caso, con una densita' d'impianto compresa tra 250 e 400 piante per ettaro. La specie e la cultivar da coltivare e' quella definita all'art. 2.
5.4. L'allevamento.
La forma da dare all'albero di limone e' quella tipica della zona e precisamente una semisfera schiacciata, localmente denominata «cupola squarciata»; l'impalcatura della stessa e' costituita da due branche principali e due secondarie facendo in modo che la chioma si sviluppi secondo un cerchio inscritto in un quadrato. Pertanto la cupola internamente e' cava, per favorire l'arieggiamento e le operazioni di raccolta.
5.5. Le cure colturali.
Nel periodo che va da maggio ad ottobre, le piante di limone sono irrigate. Le lavorazioni al terreno si limitano alle zappature primaverili e alle concimazioni, generalmente ancora organiche in alternativa si ricorre a concimazioni a base di perfosfati. Sistematiche potature primaverili, prima della ripresa vegetativa, modellano costantemente la «cupola» e, soprattutto, garantiscono il necessario equilibrio tra attivita' vegetativa e produttiva. Le cure colturali continuano con la difesa, sia da avversita' atmosferiche, fronteggiate anche con i frangivento, sia da attacchi parassitari. Le colture utilizzanti processi di natura biologica sono assoggettate alla specifica normativa.
5.6. Le rese.
La produzione di limoni non devono superare le 35 tonnellate per ettaro.
5.7. L'epoca di raccolta.
Date le particolari condizioni pedoclimatiche e le diverse fioriture del Limone Femminello del Gargano, unitamente alla sua caratteristica di lunga persistenza dei frutti sull'albero, ottenibile senza alcuna forzatura, l'epoca di raccolta avviene tutto l'anno. La raccolta e' fatta manualmente e con l'ausilio di forbici. E' vietata la maturazione artificiale dei frutti. Il confezionamento del prodotto IGP «Limone Femminello del Gargano» puo' avvenire esclusivamente nella zona di origine cosi' come indicata all'art. 3 del presente disciplinare di produzione, al fine di garantire la tracciabilita' e il controllo del prodotto e per non deteriorare le caratteristiche qualitative del prodotto.

Art. 6.

Elementi che comprovano il legame con l'ambiente

La presenza del limone nel Gargano e' strettamente legata alla zona cosiddetta dei «Giardini d'agrumi», e piu' precisamente ad una precisa area, unica in tutta la fascia Adriatica, nella quale oltre a favorevoli condizioni climatiche vi e' una naturale disponibilita' di acqua. Questa e' l'unica zona del Gargano che si caratterizza per una straordinaria e alquanto suggestiva concentrazione di sorgenti, che, grazie ad un canale di presa e ad una rete di canalette secondarie, arrivano ad ogni singola pianta di limone. La presenza del Limone Femminello del Gargano nella zona di origine e' inquadrabile anche sul piano geo-pedoclimatico, di microambienti, in ognuno dei quali, grazie all'esperienza tradizionale e secolare dei contadini della zona, si sono sviluppati fin dal passato limoni le cui caratteristiche qualitative sono cosi' palesi da essere richiesti, fin dall'antichita', anche da mercati esteri. Grazie allo studio continuo da parte degli uomini della zona di produzione per migliorare e proteggere i limoneti del Gargano dalle gelate o dai freddi venti nordici, sono stati individuati i siti piu' propizi al migliore sviluppo del Limone Femminello del Gargano, ed e' per questo motivo che gran parte degli impianti si sviluppano su versanti esposti a sud, sud-est. Inoltre sono stati adottati vari sistemi di frangivento per difendere le piante dai freddi venti marini, uno dei nemici piu' terribili del Limone Femminello del Gargano: esistono lunghi ed alti muri in fabbrica interrotti a distanze regolari da grandi finestroni, chiusi con graticciate in canne durante l'inverno; oppure, come nei limoneti di Rodi, i frangivento sono vivi, costituiti da leccio ed alloro. In alternativa si realizzano i cosiddetti «canneti»: lunghe file di canne secche, infilzate nel terreno, e tenute insieme con canne trasversali. L'agrumicoltura del Gargano e' ancora una forma di «agricoltura tradizionale», con lavori manuali, in cui maestro e' ancora il potatore; quella del Gargano si delinea come una forma di agricoltura che nel corso del tempo ha maturato un patrimonio di conoscenze agronomiche tramandatasi di generazione in generazione. Grazie alla qualita' ambientale del contesto il Limone Femminello del Gargano e' rinomato per la sua genuinita' e, soprattutto per l'alto contenuto in vitamina C e per la particolarita' dei profumi che questa IGP presenta rispetto ai limoni prodotti nelle altre regioni italiane. Tali caratteristiche derivano dalle condizioni pedologiche della zona, in cui la piovosita' e' particolarmente concentrata nel periodo autunnale-invernale con precipitazioni annue comprese tra mm 600 e 650 e, di conseguenza, con aridita' estiva. Sul piano piu' propriamente termico, l'area di produzione del Limone Femminello del Gargano rientra nella fascia del Gargano classificata come «temperata senza inverno» o «caldo temperata», con andamento termico caratterizzato da temperature medie superiori ai 10 gradi C per almeno otto mesi. Il rapporto precipitazioni/temperature da' valori intorno a 40. Il rapporto precipitazioni/temperature da' valori intorno a 40. L'area si caratterizza, inoltre, per un clima particolarmente mite, dato il sistema di dolci colline degradanti a mare. Geomorfologicamente si tratta di piccole valli calcaree con terreni della categoria suoli rossi mediterranei che su un piano fisico-chimico si presentano di medio spessore, poveri di fosforo ed azoto ma particolarmente ricchi di potassio e microelementi (ferro, manganese, zinco). La piu' antica testimonianza di dati produttivi del Limone Femminello del Gargano si puo' dedurre dalla nota Statistica del Reame di Napoli di G. Ricchioni (1811), il quale stima in 100 mila ducati il valore della produzione agrumaria garganica.
Dalla stessa fonte si evince che oltre la meta' della produzione era destinata all'esportazione; cio' a conferma della enorme reputazione che tali agrumi avevano acquistato anche all'estero. Gia' nel 1884 era attiva una prima rete commerciale con il continente americano (Canada, Stati Uniti) che assorbiva quasi tutta la produzione agrumaria garganica.
Nei mercati piu' importanti del mondo, inoltre, gli agrumi del Gargano ottengono grandi riconoscimenti, essendo apprezzati per le loro uniche caratteristiche.
La tradizione agrumaria di questi tre comuni e' frutto di una ormai ultra secolare pratica che, almeno dalle fonti storiche disponibili, e' fiorente gia' nel XI secolo. In un documento storico, (Leone d'Ostia) si documenta che nel 1003 Melo, principe di Bari, incontrandosi con alcuni pellegrini normanni nell'atrio della Basilica dell'Arcangelo sul Gargano, li invogliasse alla conquista delle Puglie. E, per dar loro prova della ricchezza e della feracita' di quei luoghi, spedi' in Normandia una scelta quantita' di frutti, tra cui i «pomi citrini» del Gargano, corrispondenti al melangolo (arancio amaro), il quale fino al 1500 era il tipo di agrume che si coltivava in Europa.
Fin dall'antichita', poeti, illustri viaggiatori francesi e tedeschi sono rimasti colpiti dai rilevanti momenti economici e paesaggistici di questa superficie produttiva che ha rappresentato «quanto di meglio possa desiderarsi in fatto di arboricoltura intensiva, veramente progredita». Sul finire del'600, secondo la preziosa testimonianza di frate Filippo Bernardi, in un Gargano avvolto in una coltre di oblio, si distinguono Vico, Rodi pieni di «agrumi che rende i paesani ricchi per il continuo traffico che vi fanno i Veneziani e gli Schiavoni i quali vengono a caricare vini, arance, limoni ...; a Rodi si puo' dire che vi sia una tirata di giardini per la qualita' di aranci e limoni che vi sono piante cosi' sterminate che sembrano anzi querce che agrumi.».

Art. 7.

Controlli

La verifica del rispetto del disciplinare e' svolta conformemente a quanto stabilito dall'art. 37 del reg. (UE) n. 1151/2012. L'organismo di controllo preposto alla verifica del disciplinare di produzione e': Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Foggia con sede in Via Dante Alighieri, 27 - 71100 Foggia, tel. 0881797111 - fax 0881726046.

Art. 8.

Etichettatura

Possono essere commercializzati, per il consumo fresco e la trasformazione, i limoni con caratteristiche cosi' come definite nel presente disciplinare di produzione. Il prodotto, nel rispetto delle norme generali e metrologiche del commercio ortofrutticolo, puo' essere commercializzato:
1. in confezioni, e almeno l'80% dei frutti costituenti la confezione deve essere bollinata o incartata. Nel caso di confezionamento, i contenitori devono essere rigidi, con capienza da un minimo di 1 kg ad un massimo di 25 kg e devono essere costituiti di materiale di origine vegetale, quali legno o cartone.
2. Per i limoni destinati alla trasformazione, non e' obbligatoria la bollinatura sui singoli frutti. In ogni caso sulle confezioni o sugli imballaggi ivi comprese le retine e gli imballaggi similari, deve figurare, in caratteri chiari, indelebili e nettamente distinguibili da ogni altra scritta, la denominazione «Limone Femminello del Gargano IGP destinato alla trasformazione»;
Le confezioni di cui al punto 1 devono riportare le seguenti indicazioni:
il logo;
la dicitura di IGP anche per esteso;
il nome del produttore/commerciante, ragione sociale, indirizzo del confezionatore, peso netto all'origine.
I prodotti per la cui preparazione e' utilizzata la I.G.P. Limone Femminello del Gargano, anche a seguito di processi di elaborazione e di trasformazione, possono essere immessi al consumo in confezioni recanti il riferimento alla detta denominazione senza l'apposizione del logo comunitario a condizione che:
il prodotto a denominazione protetta, certificato come tale, costituisca il componente esclusivo della categoria merceologica di appartenenza.
E' fatto divieto di utilizzare nomi di specie e varieta' diverse da quelle contemplate nel presente disciplinare. e' vietata, inoltre, l'indicazione di qualsiasi qualificazione del tipo prima qualita', fine, extrafine e similari.
E' consentito, infine, ai produttori o confezionatori l'uso di marchi privati o di particolari indicazioni, purche' non siano laudativi e non siano concepiti per trarre in inganno l'acquirente.

Art. 9.

Il Logo

Il logo di Limone Femminello del Gargano e' l'immagine che rappresenta una stilizzazione di due limoni, con rametto fogliato, all'interno di una corona ellissoidale; sulla corona e' riportata la dicitura «Limone Femminello del Gargano».
Caratteristiche grafiche:
dimensioni pixel 469 × 387;
risoluzione 200 Dpi;
la corona ellissoidale e' di color pantone 5483CVC;
testo LIMONE FEMMINELLO DEL GARGANO, carattere Arial Black tutto maiuscolo, dim. 37 × 54 pixel, di color giallo pantone 3945 CVC contornato in color nero, pantone quadricromia CVC; i limoni sono di colore giallo pantone sfumato da pantone 129 CVC fino a pantone 1205 CVC, con sfumatura macchiettata in colore giallo pantone 1265 CVC; il rametto e' in colore verde pantone 357, CVC, le foglie in colore pantone 3435 CVC e le nervature in verde pantone 5767CVC.

 


 

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA "LIMONE FEMMINELLO DEL GARGANO"


Art. 1.
Denominazione
L'indicazione geografica protetta "Limone Femminello del Gargano"
e' riservata ai limoni prodotti in un'area specifica del promontorio
del Gargano, nella regione Puglia, completamente maturati sulla
pianta e prodotti per il consumo fresco e la trasformazione, che
rispettano le condizioni e i requisiti stabiliti nel presente
disciplinare.

Art. 2.
Caratteristiche del prodotto
L'Indicazione geografica protetta Limone Femminello del Gargano
e' riservata a cultivar di limoni cosiddetti "nostrani" o locali, e
cioe' tipi stabilizzati della varieta' Femminello Comune,
storicamente e commercialmente distinti in:
1. limone a scorza gentile (Citrus limonium tenue Riss.), detto
anche Lustrino. Peduncolo di medio spessore e lunghezza, forma del
frutto sferoidale, buccia giallo-chiaro, particolarmente liscia e di
spessore molto sottile. Diametro minimo equatoriale di 50 mm, peso
non inferiore a 80 g circa. Flavedo ricco di oli essenziali e di
profumi molto intensi; 8-11 segmenti per frutto. Polpa e succo giallo
citrino, con numero ridotto di semi; succo non inferiore al 35% del
peso del frutto e acidita' superiore a 3,5 gr/100 ml;
2. limone oblungo (C. limonium oblungum Riss.), volg. fusillo.
Peduncolo di medio spessore e lunghezza, forma del frutto ellittica,
dimensioni medio-grandi, diametro minimo equatoriale di 60 mm, peso
non inferiore a 100 g; buccia giallo citrino intenso, di spessore
medio, piu' o meno liscia. Flavedo ricco di oli essenziali e con
profumi molto intensi; 8-11 segmenti per frutto. Polpa e succo giallo
citrino; succo non inferiore al 30% del peso del frutto e acidita'
superiore a 3,5 gr/100 ml.

Art. 3.
Zona di produzione
Per "Limone Femminello del Gargano" s'intende il frutto prodotto
in un'area che interessa i territori di Vico del Gargano, Ischitella
e Rodi Garganico e precisamente il tratto costiero-subcostiero del
promontorio del Gargano che va da Vico del Gargano a Rodi Garganico,
fin sotto Ischitella.
L'area e' identificata dai seguenti confini naturali: a nord la
linea di spiaggia compresa nel tratto: contrada Calenella-Foce
Torrente Romondato, ad ovest il tracciato del torrente citato, a
sud-ovest tratto strada provinciale Frazione Isola Varano-Ischitella
e il tracciato del torrente Pietrafitta, a sud-est il tracciato dei
tratturi Canneto e San Nicola, ad est il limite del territorio del
comune di Vico del Gargano rappresentato da contrada Calenella.

Art. 4.
Elementi che comprovano l'origine
La superficie agrumetata in questione e' storicamente distinta
come "Giardini d'agrumi del Gargano". I limoneti sono maggiormente
legati alla fascia piu' prossima al mare ed interessano gli agrumeti
del territorio indicato all'art. 3.
La tradizione agrumaria dei comuni interessati e' frutto di una
ormai ultra secolare pratica che, almeno dalle fonti storiche
disponibili, e' fiorente gia' nel XI secolo. In un documento storico
(Leone d'Ostia), si documenta che nel 1003 Melo, principe di Bari,
incontrandosi con alcuni pellegrini normanni nell'atrio della
Basilica dell'Arcangelo sul Gargano, li invogliasse alla conquista
delle Puglie. E, per dar loro prova della ricchezza e della feracita'
di quei luoghi, spedi' in Normandia una scelta quantita' di frutti,
tra cui i "pomi citrini" del Gargano, corrispondenti al melangolo
(arancio amaro), il quale fino al 1500 era il tipo di agrume che si
coltivava in Europa.
Sin dal 1700 ogni anno a febbraio una lunga processione, in onore
di San Valentino, eletto a santo protettore degli agrumeti, in prima
fila i giardinieri di Vico, Rodi ed Ischitella, culmina sul colle del
Carmine, per benedire piante e frutti di aranci e limoni.
La prova dell'origine, inoltre, e' assicurata dai seguenti
adempimenti cui si sottopongono gli agrumicoltori:
A. iscrizione ad un apposito elenco dei produttori di "Limone
Femminello del Gargano";
B. catasto di tutti i terreni sottoposti alla coltivazione di
"Limone Femminello del Gargano";
C. tenuta di appositi registri di produzione.

Art. 5.
Metodo di ottenimento
Il "Limone Feniminello Comune del Gargano" e' ottenuto in una
realta' agrumaria "storica" con una tecnica consolidata nella
tradizione, idonea ad ottenere limoni con specifiche caratteristiche
di qualita'.
5.1. I terreni.
I terreni sono orograficamente inquadrabili nella fascia
perimetrale del promontorio modellata in valli e vallecole.
Geomorfologicamente si tratta di valli calcaree con terreni della
categoria "suoli rossi mediterranei" particolarmente ricchi di
potassio e microelementi.
5.2. Il portainnesto.
Il portainnesto, come da tradizione agronomica, e' il Melangolo
(citrus mearda) certificato come tale dalla vigente normativa.
5.3. Impianto e sesto d'impianto, forme di protezione.
L'impianto del limoneto e' fatto nel pieno rispetto dei peculiari
caratteri orografici e pedologici che caratterizzano la zona; su
quelli in pendio si deve procedere alla sistemazione a terrazzo, con
muretti a secco e ciglionamenti. Il limoneto, come da tradizione e'
consociabile con l'arancio "Biondo comune del Gargano".
La protezione dai venti, ove necessaria, deve essere assicurata
da frangivento vivi di leccio, alloro ed altre essenze agrarie, o
morti come "canneti" e reti. Il sesto d'impianto e' quello
tradizionale, a quinconce, e comunque con una densita' d'impianto
compresa tra 250 e 400 piante per ettaro.
Le specie e le varieta' da coltivare sono quelle definite
all'art. 2.
5.4. L'allevamento.
La forma da dare all'albero di limone, e' quella tipica della
zona e precisamente una semisfera schiacciata, localmente denominata
"cupola squarciata"; l'impalcatura della stessa e' costituita da due
branche principali e due secondarie facendo in modo che la chioma si
sviluppi secondo un cerchio inscritto in un quadrato. Pertanto la
cupola internamente e' cava, per favorire l'arieggiamento e le
operazioni di raccolta.
5.5. Le cure colturali.
Nel periodo che va da maggio ad ottobre le piante di limone sono
irrigate. Le lavorazioni al terreno si limitano alle zappature
primaverile e alle concimazioni, generalmente ancora con letame
ovino-caprino; in alternativa si ricorre a concimazioni a base di
perfosfati. Sistematiche potature primaverili, prima della ripresa
vegetativa, modellano costantemente la "cupola" e, soprattutto,
garantiscono il necessario equilibrio tra attivita' vegetativa e
produttiva.
Le cure colturali continuano con la difesa, sia da avversita'
atmosferiche, fronteggiate anche con i frangivento, sia da attacchi
parassitari, principalmente cocciniglie, causa del problema delle
fumaggini.
Le colture utilizzanti processi di natura biologica sono
assoggettati alla specifica normativa.
5.6. Le rese.
La produzione di limoni non deve superare le 35 tonnellate per
ettaro.
5.7. L'epoca di raccolta.
Date le particolari condizioni pedoclimatiche e le peculiari
caratteristiche che senza forzatura alcuna garantiscono una lunga
persistenza del frutto sull'albero, l'epoca di raccolta e' tutto
l'anno. La raccolta e' fatta manualmente e con l'ausilio di forbici.
E' vietata la maturazione artificiale dei frutti.

Art. 6.
Elementi che comprovano il legame con l'ambiente
Il legame con il Gargano e' definibile sul piano:
territoriale, in quanto prodotto circoscritto ad una specifica
area della fascia adriatica ed una parte del promontorio garganico;
geografico e cioe' di precise scelte colturali in funzione di
specifiche risorse naturali quali la disponibilita' di sorgenti ed un
sistema di "dolci" colline costiere;
agronomico, dovuto a oculate scelte di specie, i limoni, in
funzione di precisi parametri pedologici quali i terreni
bianco-marnosi;
paesaggistico, in quanto coltura che ha identificato
storicamente il Gargano, caratterizzandone il suo paesaggio;
culturale e cioe' di un prodotto che costituisce un tassello
fondamentale della tradizione e della storia economica del territorio
garganico.
Gli elementi vocazionali del territorio possono cosi'
riassumersi:
1) disponibilita' naturale di acqua irrigua per la presenza di
numerose sorgenti che rappresentano, su un piano strettamente
idrogeologico, una peculiarita' naturalistica per il Gargano, per la
regione Puglia. La coltura dell'agrume si afferma infatti "attorno ad
ogni sorgente";
2) conformazione dei suoli costituita da "dossi", fianchi e
soprattutto tratti di fondovalle di un sistema di dolci colline
degradanti a mare;
3) la presenza di terreni particolarmente ricchi di
microelementi;
4) il clima, per la vicinanza del mare, particolarmente mite;
5) la condizione geografica, in quanto promontorio proteso nel
Mare Adriatico;
6) la lunga ed antica tradizione di coltivazione e di
commercializzazione;
7) un sistema produttivo in un contesto quale e' il Gargano con
caratteri strutturali di "agricoltura tradizionale", in equilibrio
con la "capacita'" ambientale e, dunque, a bassissimo impatto. Un
sistema che ha maturato un patrimonio di conoscenze agronomiche,
all'interno del quale e' radicata la consapevolezza, per ragioni
legate alla condizione ambientale, di un limitato uso di risorse
energetiche quali concimi, acqua, macchine, trattamenti.

Art. 7.
Controlli
Il controllo per l'applicazione del presente disciplinare di
produzione e' svolto da un organismo privato autorizzato o da
un'autorita' pubblica designata, conformemente a quanto stabilito
dall'art. 10 del regolamento (CEE) n. 2081 del 14 luglio 1992.

Art. 8.
Etichettatura
Possono essere commercializzati, per il consumo fresco e la
trasformazione, i limoni con caratteristiche cosi' come definite nel
presente disciplinare di produzione.
Il prodotto, nel rispetto delle norme generali e metrologiche del
commercio ortofrutticolo, puo', essere commercializzato:
1) sfuso e ogni frutto deve riportare il logo IGP "Limone
Femminello del Gargano";
2) in confezioni, ovvero con incarto, e almeno l'80% dei frutti
costituenti la confezione deve osservare analogo adempimento.
Nel caso di confezionamento, i contenitori devono essere rigidi,
con capienza da un minimo di 1 kg ad un massimo di 25 kg e devono
essere costituiti di materiale di origine vegetale, quali legno o
cartone. Le confezioni commerciali devono riportare le seguenti
indicazioni:
"Limone Femminello del Gargano", eventualmente seguito dal nome
del tipo commerciato quali Lustrino o Fusillo, loro sinonimi;
il logo;
la dicitura di IGP, anche per esteso;
il nome del produttore/commerciante, ragione sociale, indirizzo
del confezionatore, peso netto all'origine.
I prodotti derivati dalla trasformazione dei limoni "Femminello
del Gargano" certificati IGP possono, nella designazione degli
ingredienti, far riferimento a detta menzione a condizione che venga
dimostrato l'utilizzo della IGP " Limone Femminello del Gargano"
attraverso l'acquisizione delle ricevute di produzione rilasciate dal
competenti organismi di controllo come da art. 7, e l'annotazione sui
documenti ufficiali.
E' fatto divieto di utilizzare nomi di specie e viarieta' diverse
da quelle contemplate nel presente disciplinare.
E' consentito, infine, ai produttori o confezionatori l'uso di
marchi privati o di particolari indicazioni, purche' non siano
laudative e non siano concepiti per trarre in inganno l'acquirente.

Art. 9.
Il logo
Il logo di "Limone Femminello del Gargano" e' l'immagine qui
riportata, su sfondo bianco e rappresenta una stilizzazione di due
limoni, con rametto fogliato, all'interno di una corona ellissoidale;
sulla corona e' riportata la dicitura: "Limone Femminello del
Gargano" ed in basso ed al centro della stessa la dicitura per esteso
"Indicazione geografica protetta".
Caratteristiche grafiche:
dimensioni pixel 469x386;
risoluzione 200 Dpi;
la corona ellissoidale e' di color pantone 5483 CVC;
testo "Limone Femminello del Gargano", carattere Arial black
tutto maiuscolo, dim 37x54 pixel, di color giallo pantone 3945 CVC
contornato in color nero pantone quadricromia CVC;
testo "Indicazione geografica protetta" di color bianco pantone
607 CVC, carattere Tahoma dim 8 pt, su due righe, in stile
"Prospettiva arco inferiore", con ombreggiatura;
i limoni sono di colore giallo pantone sfumato da pantone
129 CVC fino a pantone 1205 CVC, con sfumatura macchiettata in color
giallo pantone 1265 CVC;
il rametto e' in colore verde pantone 357 CVC, le foglie in
colore pantone 3435 CVC e le nervature in verde pantone 5767 CVC.

 

 limone femminello del gargano

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA
"LIMONE FEMMINELLO DEL GARGANO"
Art. 1.
Denominazione
L'indicazione geografica protetta "Limone Femminello del Gargano"
e' riservata ai limoni prodotti in un'area specifica del promontorio
del Gargano, nella regione Puglia, completamente maturati sulla
pianta e prodotti per il consumo fresco e la trasformazione, che
rispettano le condizioni e i requisiti stabiliti nel presente
disciplinare.
Art. 2.
Caratteristiche del prodotto
L'Indicazione geografica protetta Limone Femminello del Gargano
e' riservata a cultivar di limoni cosiddetti "nostrani" o locali, e
cioe' tipi stabilizzati della varieta' Femminello Comune,
storicamente e commercialmente distinti in:
1. limone a scorza gentile (Citrus limonium tenue Riss.), detto
anche Lustrino. Peduncolo di medio spessore e lunghezza, forma del
frutto sferoidale, buccia giallo-chiaro, particolarmente liscia e di
spessore molto sottile. Diametro minimo equatoriale di 50 mm, peso
non inferiore a 80 g circa. Flavedo ricco di oli essenziali e di
profumi molto intensi; 8-11 segmenti per frutto. Polpa e succo giallo
citrino, con numero ridotto di semi; succo non inferiore al 35% del
peso del frutto e acidita' superiore a 3,5 gr/100 ml;
2. limone oblungo (C. limonium oblungum Riss.), volg. fusillo.
Peduncolo di medio spessore e lunghezza, forma del frutto ellittica,
dimensioni medio-grandi, diametro minimo equatoriale di 60 mm, peso
non inferiore a 100 g; buccia giallo citrino intenso, di spessore
medio, piu' o meno liscia. Flavedo ricco di oli essenziali e con
profumi molto intensi; 8-11 segmenti per frutto. Polpa e succo giallo
citrino; succo non inferiore al 30% del peso del frutto e acidita'
superiore a 3,5 gr/100 ml.
Art. 3.
Zona di produzione
Per "Limone Femminello del Gargano" s'intende il frutto prodotto
in un'area che interessa i territori di Vico del Gargano, Ischitella
e Rodi Garganico e precisamente il tratto costiero-subcostiero del
promontorio del Gargano che va da Vico del Gargano a Rodi Garganico,
fin sotto Ischitella.
L'area e' identificata dai seguenti confini naturali: a nord la
linea di spiaggia compresa nel tratto: contrada Calenella-Foce
Torrente Romondato, ad ovest il tracciato del torrente citato, a
sud-ovest tratto strada provinciale Frazione Isola Varano-Ischitella
e il tracciato del torrente Pietrafitta, a sud-est il tracciato dei
tratturi Canneto e San Nicola, ad est il limite del territorio del
comune di Vico del Gargano rappresentato da contrada Calenella.
Art. 4.
Elementi che comprovano l'origine
La superficie agrumetata in questione e' storicamente distinta
come "Giardini d'agrumi del Gargano". I limoneti sono maggiormente
legati alla fascia piu' prossima al mare ed interessano gli agrumeti
del territorio indicato all'art. 3.
La tradizione agrumaria dei comuni interessati e' frutto di una
ormai ultra secolare pratica che, almeno dalle fonti storiche
disponibili, e' fiorente gia' nel XI secolo. In un documento storico
(Leone d'Ostia), si documenta che nel 1003 Melo, principe di Bari,
incontrandosi con alcuni pellegrini normanni nell'atrio della
Basilica dell'Arcangelo sul Gargano, li invogliasse alla conquista
delle Puglie. E, per dar loro prova della ricchezza e della feracita'
di quei luoghi, spedi' in Normandia una scelta quantita' di frutti,
tra cui i "pomi citrini" del Gargano, corrispondenti al melangolo
(arancio amaro), il quale fino al 1500 era il tipo di agrume che si
coltivava in Europa.
Sin dal 1700 ogni anno a febbraio una lunga processione, in onore
di San Valentino, eletto a santo protettore degli agrumeti, in prima
fila i giardinieri di Vico, Rodi ed Ischitella, culmina sul colle del
Carmine, per benedire piante e frutti di aranci e limoni.
La prova dell'origine, inoltre, e' assicurata dai seguenti
adempimenti cui si sottopongono gli agrumicoltori:
A. iscrizione ad un apposito elenco dei produttori di "Limone
Femminello del Gargano";
B. catasto di tutti i terreni sottoposti alla coltivazione di
"Limone Femminello del Gargano";
C. tenuta di appositi registri di produzione.
Art. 5.
Metodo di ottenimento
Il "Limone Feniminello Comune del Gargano" e' ottenuto in una
realta' agrumaria "storica" con una tecnica consolidata nella
tradizione, idonea ad ottenere limoni con specifiche caratteristiche
di qualita'.
5.1. I terreni.
I terreni sono orograficamente inquadrabili nella fascia
perimetrale del promontorio modellata in valli e vallecole.
Geomorfologicamente si tratta di valli calcaree con terreni della
categoria "suoli rossi mediterranei" particolarmente ricchi di
potassio e microelementi.
5.2. Il portainnesto.
Il portainnesto, come da tradizione agronomica, e' il Melangolo
(citrus mearda) certificato come tale dalla vigente normativa.
5.3. Impianto e sesto d'impianto, forme di protezione.
L'impianto del limoneto e' fatto nel pieno rispetto dei peculiari
caratteri orografici e pedologici che caratterizzano la zona; su
quelli in pendio si deve procedere alla sistemazione a terrazzo, con
muretti a secco e ciglionamenti. Il limoneto, come da tradizione e'
consociabile con l'arancio "Biondo comune del Gargano".
La protezione dai venti, ove necessaria, deve essere assicurata
da frangivento vivi di leccio, alloro ed altre essenze agrarie, o
morti come "canneti" e reti. Il sesto d'impianto e' quello
tradizionale, a quinconce, e comunque con una densita' d'impianto
compresa tra 250 e 400 piante per ettaro.
Le specie e le varieta' da coltivare sono quelle definite
all'art. 2.
5.4. L'allevamento.
La forma da dare all'albero di limone, e' quella tipica della
zona e precisamente una semisfera schiacciata, localmente denominata
"cupola squarciata"; l'impalcatura della stessa e' costituita da due
branche principali e due secondarie facendo in modo che la chioma si
sviluppi secondo un cerchio inscritto in un quadrato. Pertanto la
cupola internamente e' cava, per favorire l'arieggiamento e le
operazioni di raccolta.
5.5. Le cure colturali.
Nel periodo che va da maggio ad ottobre le piante di limone sono
irrigate. Le lavorazioni al terreno si limitano alle zappature
primaverile e alle concimazioni, generalmente ancora con letame
ovino-caprino; in alternativa si ricorre a concimazioni a base di
perfosfati. Sistematiche potature primaverili, prima della ripresa
vegetativa, modellano costantemente la "cupola" e, soprattutto,
garantiscono il necessario equilibrio tra attivita' vegetativa e
produttiva.
Le cure colturali continuano con la difesa, sia da avversita'
atmosferiche, fronteggiate anche con i frangivento, sia da attacchi
parassitari, principalmente cocciniglie, causa del problema delle
fumaggini.
Le colture utilizzanti processi di natura biologica sono
assoggettati alla specifica normativa.
5.6. Le rese.
La produzione di limoni non deve superare le 35 tonnellate per
ettaro.
5.7. L'epoca di raccolta.
Date le particolari condizioni pedoclimatiche e le peculiari
caratteristiche che senza forzatura alcuna garantiscono una lunga
persistenza del frutto sull'albero, l'epoca di raccolta e' tutto
l'anno. La raccolta e' fatta manualmente e con l'ausilio di forbici.
E' vietata la maturazione artificiale dei frutti.
Art. 6.
Elementi che comprovano il legame con l'ambiente
Il legame con il Gargano e' definibile sul piano:
territoriale, in quanto prodotto circoscritto ad una specifica
area della fascia adriatica ed una parte del promontorio garganico;
geografico e cioe' di precise scelte colturali in funzione di
specifiche risorse naturali quali la disponibilita' di sorgenti ed un
sistema di "dolci" colline costiere;
agronomico, dovuto a oculate scelte di specie, i limoni, in
funzione di precisi parametri pedologici quali i terreni
bianco-marnosi;
paesaggistico, in quanto coltura che ha identificato
storicamente il Gargano, caratterizzandone il suo paesaggio;
culturale e cioe' di un prodotto che costituisce un tassello
fondamentale della tradizione e della storia economica del territorio
garganico.
Gli elementi vocazionali del territorio possono cosi'
riassumersi:
1) disponibilita' naturale di acqua irrigua per la presenza di
numerose sorgenti che rappresentano, su un piano strettamente
idrogeologico, una peculiarita' naturalistica per il Gargano, per la
regione Puglia. La coltura dell'agrume si afferma infatti "attorno ad
ogni sorgente";
2) conformazione dei suoli costituita da "dossi", fianchi e
soprattutto tratti di fondovalle di un sistema di dolci colline
degradanti a mare;
3) la presenza di terreni particolarmente ricchi di
microelementi;
4) il clima, per la vicinanza del mare, particolarmente mite;
5) la condizione geografica, in quanto promontorio proteso nel
Mare Adriatico;
6) la lunga ed antica tradizione di coltivazione e di
commercializzazione;
7) un sistema produttivo in un contesto quale e' il Gargano con
caratteri strutturali di "agricoltura tradizionale", in equilibrio
con la "capacita'" ambientale e, dunque, a bassissimo impatto. Un
sistema che ha maturato un patrimonio di conoscenze agronomiche,
all'interno del quale e' radicata la consapevolezza, per ragioni
legate alla condizione ambientale, di un limitato uso di risorse
energetiche quali concimi, acqua, macchine, trattamenti.
Art. 7.
Controlli
Il controllo per l'applicazione del presente disciplinare di
produzione e' svolto da un organismo privato autorizzato o da
un'autorita' pubblica designata, conformemente a quanto stabilito
dall'art. 10 del regolamento (CEE) n. 2081 del 14 luglio 1992.
Art. 8.
Etichettatura
Possono essere commercializzati, per il consumo fresco e la
trasformazione, i limoni con caratteristiche cosi' come definite nel
presente disciplinare di produzione.
Il prodotto, nel rispetto delle norme generali e metrologiche del
commercio ortofrutticolo, puo', essere commercializzato:
1) sfuso e ogni frutto deve riportare il logo IGP "Limone
Femminello del Gargano";
2) in confezioni, ovvero con incarto, e almeno l'80% dei frutti
costituenti la confezione deve osservare analogo adempimento.
Nel caso di confezionamento, i contenitori devono essere rigidi,
con capienza da un minimo di 1 kg ad un massimo di 25 kg e devono
essere costituiti di materiale di origine vegetale, quali legno o
cartone. Le confezioni commerciali devono riportare le seguenti
indicazioni:
"Limone Femminello del Gargano", eventualmente seguito dal nome
del tipo commerciato quali Lustrino o Fusillo, loro sinonimi;
il logo;
la dicitura di IGP, anche per esteso;
il nome del produttore/commerciante, ragione sociale, indirizzo
del confezionatore, peso netto all'origine.
I prodotti derivati dalla trasformazione dei limoni "Femminello
del Gargano" certificati IGP possono, nella designazione degli
ingredienti, far riferimento a detta menzione a condizione che venga
dimostrato l'utilizzo della IGP " Limone Femminello del Gargano"
attraverso l'acquisizione delle ricevute di produzione rilasciate dal
competenti organismi di controllo come da art. 7, e l'annotazione sui
documenti ufficiali.
E' fatto divieto di utilizzare nomi di specie e viarieta' diverse
da quelle contemplate nel presente disciplinare.
E' consentito, infine, ai produttori o confezionatori l'uso di
marchi privati o di particolari indicazioni, purche' non siano
laudative e non siano concepiti per trarre in inganno l'acquirente.
Art. 9.
Il logo
Il logo di "Limone Femminello del Gargano" e' l'immagine qui
riportata, su sfondo bianco e rappresenta una stilizzazione di due
limoni, con rametto fogliato, all'interno di una corona ellissoidale;
sulla corona e' riportata la dicitura: "Limone Femminello del
Gargano" ed in basso ed al centro della stessa la dicitura per esteso
"Indicazione geografica protetta".
Caratteristiche grafiche:
dimensioni pixel 469x386;
risoluzione 200 Dpi;
la corona ellissoidale e' di color pantone 5483 CVC;
testo "Limone Femminello del Gargano", carattere Arial black
tutto maiuscolo, dim 37x54 pixel, di color giallo pantone 3945 CVC
contornato in color nero pantone quadricromia CVC;
testo "Indicazione geografica protetta" di color bianco pantone
607 CVC, carattere Tahoma dim 8 pt, su due righe, in stile
"Prospettiva arco inferiore", con ombreggiatura;
i limoni sono di colore giallo pantone sfumato da pantone
129 CVC fino a pantone 1205 CVC, con sfumatura macchiettata in color
giallo pantone 1265 CVC;
il rametto e' in colore verde pantone 357 CVC, le foglie in
colore pantone 3435 CVC e le nervature in verde pantone 5767 CVC.

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