Ti trovi in: Inizio > Formaggi italiani > Pecorino Sardo Dop

Pecorino Sardo Dop

Gazzetta n. 118 del 23 maggio 2015
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 5 maggio 2015

Conferma dell'incarico al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526, per la DOP «Pecorino Sardo».

IL DIRETTORE GENERALE
per la promozione della qualita' agroalimentare e dell'ippica

Visto il Regolamento (CE) n. 1151/2012 del Consiglio del 21 novembre 2012 relativo ai regimi di qualita' dei prodotti agricoli ed alimentari;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunita' europea - legge comunitaria 1999;
Visto l'art. 14 della citata legge 21 dicembre 1999 n. 526, ed in particolare il comma 15, che individua le funzioni per l'esercizio delle quali i Consorzi di tutela delle DOP, delle IGP e delle STG possono ricevere, mediante provvedimento di riconoscimento, l'incarico corrispondente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
Visti i decreti ministeriali 12 aprile 2000, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale n. 97 del 27 aprile 2000, recanti disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP) e individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP), emanati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in attuazione dell'art. 14, comma 17 della citata legge n. 526/1999;
Visto il decreto 12 settembre 2000, n. 410 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale n. 9 del 12 gennaio 2001 con il quale, in attuazione dell'art. 14, comma 16, della legge n. 526/1999, e' stato adottato il regolamento concernente la ripartizione dei costi derivanti dalle attivita' dei consorzi di tutela delle DOP e delle IGP incaricati dal Ministero;
Visto il decreto 12 ottobre 2000 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale n. 272 del 21 novembre 2000 con il quale, conformemente alle previsioni dell'art. 14, comma 15, lettera d) sono state impartite le direttive per la collaborazione dei consorzi di tutela delle DOP e delle IGP con l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi, ora Ispettorato Centrale della tutela della qualita' e repressione frodi dei prodotti agroalimentari(ICQRF), nell'attivita' di vigilanza;
Visto il decreto 10 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale n. 134 del 12 giugno 2001, recante integrazioni ai citati decreti del 12 aprile 2000;
Visto il decreto legislativo 19 novembre 2004 n. 297, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale n. 293 del 15 dicembre 2004, recante «disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari»;
Visto il decreto 4 maggio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 112 del 16 maggio 2005, recante integrazione ai citati decreti del 12 aprile 2000;
Visto il decreto 4 maggio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 112 del 16 maggio 2005, recante modalita' di deroga all'art. 2 del citato decreto del 12 aprile 2000;
Visto il decreto 5 agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 191 del 18 agosto 2005, recante modifica al citato decreto del 4 maggio 2005;
Visto il decreto dipartimentale n. 7422 del 12 maggio 2010 recante disposizioni generali in materia di verifica delle attivita' istituzionali attribuite ai Consorzi di tutela ai sensi dell'art. 14, comma 15 della legge 21 dicembre 1999, n. 526;
Visto il regolamento (CE) n. 1263 della Commissione del 1° luglio 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' Europea L. 163 del 2 luglio 1996 con il quale e' stata registrata la denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo»;
Visto il decreto ministeriale dell'11 dicembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 29 del 5 febbraio 2003, con il quale e' stato attribuito per un triennio al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo il riconoscimento e l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo»;
Visto l'art. 7 del decreto ministeriale del 12 aprile 2000, 61413 citato, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di Tutela delle DOP e delle IGP che individua la modalita' per la verifica della sussistenza del requisito della rappresentativita', effettuata con cadenza triennale, dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
Visto il decreto ministeriale del 12 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 303 del 30 dicembre 2005, con il quale e' stato confermato per un triennio al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo»;
Visto il decreto ministeriale del 28 gennaio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 39 del 17 febbraio 2009, con il quale e' stato confermato per un triennio al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo»;
Visto il decreto ministeriale del 29 marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 92 del 19 aprile 2012, con il quale e' stato confermato per un triennio al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo»;
Considerato che la condizione richiesta dall'art. 5 del decreto 12 aprile 2000 sopra citato, relativo ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela, e' soddisfatta in quanto il Ministero ha verificato che la partecipazione, nella compagine sociale, dei soggetti appartenenti alla categoria «caseifici» nella filiera «formaggi» individuata all'art. 4, lettera a) del medesimo decreto, rappresenta almeno i 2/3 della produzione controllata dall'Organismo di Controllo nel periodo significativo di riferimento. Tale verifica e' stata eseguita sulla base delle dichiarazioni presentate dal Consorzio richiedente e delle attestazioni rilasciate dall'organismo di controllo Agenzia Laore, autorizzato a svolgere le attivita' di controllo sulla denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo»;
Considerato che lo statuto approvato da questa amministrazione e' stato sottoposto alla verifica di cui all'art. 3, comma 2, del citato decreto dipartimentale del 12 maggio 2010;
Ritenuto pertanto necessario procedere alla conferma dell'incarico in capo al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo a svolgere le funzioni indicate all'art. 14, comma 15, della legge n. 526/1999,

Decreta:

Articolo unico

1. E' confermato per un triennio, a decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto, l'incarico concesso con il decreto 11 dicembre 2002 e gia' confermato con decreto 12 dicembre 2005, con decreto 28 gennaio 2009 e con decreto 29 marzo 2012 al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo con sede in Via S. Alenixedda, 2 - Cagliari, a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo».
2. Il predetto incarico, che comporta l'obbligo delle prescrizioni previste nel decreto dell'11 dicembre 2002 puo' essere sospeso con provvedimento motivato e revocato ai sensi dell'art. 7 del decreto 12 aprile 2000, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP).
Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 5 maggio 2015

Il direttore generale: Gatto


 

Gazzetta n. 88 del 15 aprile 2014 
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
PROVVEDIMENTO 27 marzo 2014

Modifica del disciplinare di produzione della denominazione «Pecorino Sardo» registrata in qualita' di Denominazione di Origine Protetta in forza al Regolamento (CE) 1263 della Commissione del 1° luglio 1996.

IL DIRETTORE GENERALE
per la promozione della qualita' agroalimentare e dell'ippica

Visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il regolamento (CE) 1263 della Commissione del 1° luglio 1996 con il quale e' stata iscritta nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette, la Denominazione di Origine Protetta «Pecorino Sardo»;
Considerato che e' stata richiesta, ai sensi dell'art. 53 del Regolamento (UE) n. 1151/2012, una modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta di cui sopra;
Considerato che con Regolamento (UE) n. 313/2014 della Commissione del 27 marzo 2014 e' stata accolta la modifica di cui al precedente capoverso;
Ritenuto che sussista l'esigenza di pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il disciplinare di produzione attualmente vigente, a seguito della registrazione della modifica richiesta, della D.O.P. «Pecorino Sardo», affinche' le disposizioni contenute nel predetto documento siano accessibili per informazione erga omnes sul territorio nazionale:

Provvede:

Alla pubblicazione dell'allegato disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta «Pecorino Sardo», nella stesura risultante a seguito dell'emanazione del Regolamento (UE) n. 313/2014 della Commissione del 27 marzo 2014.
I produttori che intendono porre in commercio la Denominazione di Origine Protetta «Pecorino Sardo», sono tenuti al rispetto dell'allegato disciplinare di produzione e di tutte le condizioni previste dalla normativa vigente in materia.
Roma, 27 marzo 2014

Il direttore generale: Gatto

Allegato

apri il pdfParte di provvedimento in formato grafico

 


 

Gazzetta n. 88 del 15 aprile 2013
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
COMUNICATO

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo»

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha ricevuto, nel quadro della procedura prevista dal regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti agroalimentari, l'istanza intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta «Pecorino sardo» registrata con regolamento (CE) n. 1263/2006 del 1° luglio 2006.
Considerato che la modifica e' stata presentata Consorzio di tutela del formaggio Pecorino sardo D.O.P., con sede via Sant'Alenixedda n. 2 - 09128 Cagliari, e che il predetto consorzio e' l'unico soggetto legittimato a presentare l'istanza di modifica del disciplinare di produzione ai sensi dell'art. 14 della legge n. 526/1999.
Ritenuto che le modifiche apportate non alterano le caratteristiche del prodotto e non attenuano il legame con l'ambiente geografico.
Considerato altresi', che l'art. 53 del regolamento UE n. 1151/2012 prevede la possibilita' da parte di un gruppo avente legittimo interesse, di chiedere la modifica al disciplinari di produzione della denominazioni registrata.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali acquisito il parere della regione Sardegna circa la richiesta di modifica, ritiene di dover procedere alla pubblicazione del disciplinare di produzione della D.O.P. «Pecorino sardo» cosi' come modificato.
Le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, relative alla presente proposta, dovranno essere presentate, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - Dipartimento delle politiche competitive della qualita' agroalimentare e della pesca - Direzione generale per la promozione della qualita' agroalimentare - PQA III, via XX Settembre n. 20 - 00187 Roma, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente proposta, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della trasmissione della suddetta proposta di modifica alla Commissione europea.

Allegato

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta «Pecorino sardo»


Art. 1.
Denominazione

La D.O.P. «Pecorino sardo» e' riservata esclusivamente al formaggio rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art. 2.
Zona di produzione

La zona di provenienza del latte, di produzione e di stagionatura della D.O.P. «Pecorino sardo» comprende l'intero territorio della regione autonoma della Sardegna.

Art. 3.
Caratteristiche del prodotto

Il «Pecorino sardo» D.O.P. e' un formaggio a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte intero di pecora, eventualmente termizzato o pastorizzato, distinto in due tipologie: «dolce» di breve maturazione (20-60 giorni) e «maturo», a stagionatura non inferiore ai due mesi, di forma cilindrica a facce piane con scalzo diritto o leggermente convesso.
La D.O.P. «Pecorino sardo» dolce deve presentare:
peso: compreso tra 1,0 e 2,3 kg;
altezza dello scalzo: cm 8-10;
diametro delle facce: cm 15-18;
crosta: liscia, morbida, sottile, di colore bianco o paglierino tenue;
pasta: bianca, morbida ed elastica, compatta o con occhiatura rada e minuta;
sapore: dolce e aromatico o leggermente acidulo;
grasso sulla sostanza secca: minimo 40%.
Variazioni in piu' o in meno delle dimensioni e del peso dipendono dalle condizioni tecniche di produzione e dal periodo di maturazione.
La D.O.P. «Pecorino sardo» maturo deve presentare:
peso: compreso tra 1,7 e 4,0 kg;
altezza dello scalzo: cm 10-13;
diametro delle facce: cm 15-22;
crosta: liscia, consistente, di colore paglierino tenue nel formaggio giovane, bruno in quello piu' stagionato;
pasta: bianca, tenue ed elastica, nelle forme giovani, dura o talora con qualche granulosita' nelle forme piu' stagionate, tendente con il progredire della stagionatura al paglierino, compatta o con rada occhiatura;
sapore: gradevolmente piccante;
grasso sulla sostanza secca: minimo 35%.
Variazioni in piu' o in meno delle dimensioni e del peso dipendono dalle condizioni tecniche di produzione e dal protrarsi della stagionatura.
La Denominazione di origine del formaggio Pecorino sardo e' estesa anche alla tipologia grattugiato, ottenuta dal formaggio Pecorino sardo nella tipologia maturo avente diritto alla Denominazione di origine e certificato conforme ad essa, a condizione che il confezionamento avvenga immediatamente. E' consentito il confezionamento in atmosfera modificata, sottovuoto e comunque secondo le piu' moderne tecnologie di confezionamento.
Il formaggio Pecorino sardo maturo puo' essere grattugiato anche al di fuori della regione Sardegna previa autorizzazione del consorzio di tutela riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole e forestali, a condizione che abbia completato nella zona di produzione il periodo minimo di stagionatura sotto indicato. L'estensione della denominazione Pecorino sardo e' pertanto riservata al formaggio grattugiato avente i parametri tecnici e tecnologici sotto specificati:
1) presenza di grassi sulla sostanza secca: minimo 35%;
2) stagionatura nella zona di produzione: minimo quattro mesi;
3) umidita': massimo 42%;
4) additivi: secondo legge;
5) caratteri organolettici: conformi alle definizioni stabilite dallo standard di produzione;
6) spessore della crosta: 6 mm circa;
7) quantita' di crosta: massimo 18%.
Nei casi in cui la crosta sia stata preventivamente sottoposta ai trattamenti superficiali previsti dal disciplinare, la stessa dovra' essere adeguatamente pulita e raschiata in modo tale da eliminare residui e tracce dei medesimi trattamenti.
Il prodotto destinato al confezionamento nella tipologia grattugiato deve recare negli involucri gli estremi dell'autorizzazione consortile e le altre indicazioni atte ad identificare la D.O.P., secondo prescrizioni regolate da apposita convenzione con il consorzio di tutela

Art. 4.
Metodo di ottenimento

L'alimentazione degli ovini e' basata in prevalenza sull'utilizzo diretto di pascoli naturali, prati ed erbai e integrata con foraggi e mangimi concentrati.
La produzione del formaggio a D.O.P. «Pecorino sardo» avviene secondo la seguente sequenza operativa:
il latte intero di pecora, eventualmente inoculato con colture di fermenti lattici provenienti dalla zona di origine, tassonomicamente riportabili anche alla specie «Streptococcusthermophilus», viene coagulato ad una temperatura compresa tra 35°-39° C, con una quantita' di caglio di vitello tale da completare la coagulazione in circa 35-40 minuti (comprendendo sia il tempo di presa che il tempo di indurimento);
la pasta viene sottoposta a rottura fino al raggiungimento di granuli di cagliata delle dimensioni di una nocciola, per la tipologia «dolce» e di un chicco di mais, per la tipologia «maturo»;
la cagliata e' sottoposta quindi a semicottura ad una temperatura non superiore a 43° C;
la pasta e' posta negli appositi stampi di forma circolare, di varie dimensioni a seconda dell'uso del prodotto finito;
il formaggio e' sottoposto a stufatura e/o pressatura, in condizioni di temperatura e per tempi tali da consentirne l'acidificazione e lo spurgo ottimali;
ultimato lo spurgo del siero, i formaggi vengono salati per via umida e/o a secco. I tempi di salatura sono brevi e solitamente la quantita' percentuale di sale sul formaggio tal quale non supera il valore di 2,0 grammi/100 grammi di formaggio;
la maturazione si attua in appositi locali la cui temperatura, compresa tra 6°-12° C, puo' raggiungere anche i valori ambientali e la cui umidita' sia tra 80-95%.
Per entrambe le tipologie di «Pecorino sardo», «dolce» e «maturo», e' consentito utilizzare sostanze antimuffa sulla crosta e/o eventuale oliatura. E' consentito l'uso di un protettivo plastico incolore per alimenti. Possono essere utilizzati anche coloranti naturali a condizione che venga rispettato il colore della crosta indicato nel disciplinare di produzione. Il «Pecorino sardo» maturo puo' essere sottoposto ad affumicatura con procedimenti naturali. Per le due tipologie, terminata la maturazione, e' consentita la conservazione del prodotto purche' a temperature piu' basse rispetto a quelle di maturazione. Sono escluse pratiche di surgelazione o congelamento. E' consentito l'uso del sottovuoto e di un imballaggio plastico per alimenti. Il «Pecorino sardo» maturo puo' essere utilizzato da tavola o da grattugia.

Art. 5.
Elementi che comprovano l'origine

Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso l'iscrizione in appositi elenchi gestiti dalla struttura di controllo, degli allevatori, dei produttori, degli stagionatori, dei confezionatori e dei porzionatori, nonche' attraverso la denuncia tempestiva alla struttura di controllo delle quantita' prodotte, e' garantita la tracciabilita' del prodotto. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, sono assoggettate al controllo da parte della struttura di controllo.

Art. 6.
Conrolli

Il controllo della conformita' del prodotto al disciplinare e' svolto da un ente di controllo, conformemente a quanto stabilito dagli articoli 10 e 11 del regolamento (CE) n. 510/2006. Tale ente e' l'«Istituto Nord Est Qualita' - INEQ», via Rodeano n. 71 - 33038 San Daniele del Friuli (Udine) tel. 0432940349 - fax 0432943357 - e-mail: info@ineq.it

Art. 7.
Legame con l'ambiente geografico

Le caratteristiche del Pecorino sardo D.O.P. sono determinate dalla combinazione di diversi elementi naturali ed umani precipui della zona geografica di origine che nel corso dei secoli si sono legati ed in un certo qual modo uniti insieme:
natura e condizioni pedo-climatiche dell'isola;
forte radicamento della cultura agro-pastorale nel tessuto socio-economico;
capacita' di reiterare nel tempo una tradizione millenaria.
Per i fattori naturali si segnalano primi fra tutti le particolari caratteristiche delle zone destinate all'allevamento ovino in Sardegna che sfruttano pascoli naturali, ricchi di essenze spontanee conferenti particolari qualita' al latte destinato al formaggio Pecorino sardo. Per i fattori umani si segnala la grande diffusione dell'allevamento ovino nel territorio e l'abilita' dei casari impiegati nel settore della trasformazione. Costoro hanno saputo coniugare gli insegnamenti di una tradizione antichissima con le moderne conoscenze e tecnologie, riuscendo cosi' ad esaltare le qualita' sensoriali originarie del prodotto. Per queste ragioni, uomo e natura perfettamente integrati hanno prodotto e continuano a produrre un formaggio unico, universalmente riconosciuto come emblema della sua zona di origine.

Art. 8.
Etichettatura

Al fine di garantire la tracciabilita' ed il controllo, al momento dello svincolo nella zona di produzione, sulle forme di «Pecorino sardo» D.O.P. viene apposto dall'azienda di produzione, mediante timbro ad inchiostro alimentare indelebile, un contrassegno che costituisce parte integrante del presente disciplinare di produzione nel quale vengono riportate le iniziali maiuscole della denominazione PS seguite dalla parola D.O.P. ed il casello identificativo dell'azienda di produzione. Le parole «PS D.O.P.» ed il casello identificativo dell'azienda di produzione sono disposte su due righe separate da uno stretto cono con base leggermente arcuata rappresentante uno spicchio di formaggio.

Contrassegno della denominazione allo svincolo
pecorinosardo1

A seguito dello svincolo, considerate le caratteristiche del prodotto, tenuto conto delle varie fasi intermedie di lavorazione, tale contrassegno potrebbe non essere piu' visibile. In tal caso, la tracciabilita' sara' garantita dall'etichettatura.
All'atto di immissione al consumo, tutte le forme di formaggio D.O.P. «Pecorino sardo» sono identificate attraverso la corona circolare esterna dell'etichetta che deve avere una larghezza compresa fra una dimensione minima di cm 2 ed una dimensione massima di cm 3. All'interno della corona deve trovare posto un numero di loghi costitutivi della denominazione, che costituisce parte integrante del presente disciplinare di produzione, compreso tra 12 e 24 disposti secondo una simmetria raggiata con la punta della fetta rivolta verso l'esterno. La lunghezza del marchio deve essere pari all'85% della larghezza della corona prescelta. Sulla corona non deve apparire nessun altro tipo di segno o scritta ad eccezione del marchio e del logotipo. Il marchio consiste nelle parole «Pecorino sardo», scritte in caratteri maiuscoli di colore verde pantone 376, disposte su due righe separate da uno stretto cono con base leggermente arcuata, di colore blu pantone 289, rappresentante uno spicchio di formaggio; la parola «D.O.P.», che segue la parola «Sardo» posta sotto il cono, e' scritta in maiuscolo di colore verde pantone 376 piu' piccola e sottile della parola precedente. L'identificazione delle forme di «Pecorino sardo» e' completata dalla presenza, sulla corona esterna, di un contrassegno adesivo, rilasciato dal consorzio di tutela incaricato e dato a tutti gli aventi diritto nel quale, oltre al marchio, e' riportata la dicitura dolce o maturo, a seconda della tipologia di prodotto, e sono presenti i riferimenti normativi della registrazione della denominazione, riportati anche all'interno dell'etichetta, ed il codice alfanumerico che identifica univocamente la forma. I colori della corona sono quelli previsti per il marchio a cui si aggiunge il colore dello sfondo beige pantone 1205.
Nelle etichette e negli incarti per la commercializzazione o per l'immissione al consumo e' consentito associare alla denominazione di origine protetta ragioni sociali e marchi privati come da prassi consacrata dagli usi locali, leali e costanti, purche' non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore. E' invece vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista dal disciplinare di produzione.
Il «Pecorino sardo» D.O.P. nelle due tipologie, che ha necessariamente completato il periodo di stagionatura nella zona di produzione, puo' essere confezionato anche al di fuori della regione Sardegna in forma intera e porzioni di forma , e nei formati in cubetti, fette, scaglie, petali e simili anche sottovuoto o in atmosfera modificata o secondo le piu' moderne tecnologie di taglio e confezionamento. I confezionatori e/o i porzionatori devono comunque stipulare una apposita convenzione con il consorzio di tutela incaricato della vigilanza, il quale rilascia un codice identificativo a ciascuna ditta. Sulle porzioni di forma confezionate come sopra, tale codice identificativo viene riportato all'interno di un contrassegno impresso sulla corona esterna dell'etichetta nel quale oltre al marchio e' riportata la dicitura dolce e maturo, a seconda della tipologia del prodotto e sono presenti i riferimenti normativi della registrazione della denominazione. Su tutti gli altri formati tale codice viene riportato secondo precise prescrizioni stabilite nella convenzione con il consorzio di tutela. L'autorizzazione al pre-confezionamento non e' richiesta nel solo caso del cosi' detto pre-incartato, ossia qualora la confezione venga preparata nel punto vendita per la vendita assistita ed immediata.

Art. 9.
Logo della denominazione
pecorinosardo2

 


 

Gazzetta n. 74 del 28 marzo 2013
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 18 marzo 2013


Approvazione delle modifiche allo statuto del Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo DOP.

IL DIRETTORE GENERALE
per la promozione della qualita' agroalimentare

Visto il Regolamento (CE) n. 1151/2012 del Consiglio del 21 novembre 2012 relativo ai regimi di qualita' dei prodotti agricoli ed alimentari;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge comunitaria 1999;
Visto l'art. 14 della citata legge 21 dicembre 1999, n. 526, ed in particolare il comma 15 che individua le funzioni per l'esercizio delle quali i Consorzi di tutela delle DOP, delle IGP e delle STG possono ricevere, mediante provvedimento di riconoscimento, l'incarico corrispondente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
Visti i decreti ministeriali 12 aprile 2000, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 97 del 27 aprile 2000, recanti disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP), e individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP), emanati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in attuazione dell'art. 14, comma 17 della citata legge n. 526/1999;
Visto il decreto 12 settembre 2000, n. 410 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 9 del 12 gennaio 2001 con il quale, in attuazione dell'art. 14, comma 16 della legge n. 526/1999, e' stato adottato il regolamento concernente la ripartizione dei costi derivanti dalle attivita' dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP incaricati dal Ministero;
Visto il decreto 12 ottobre 2000 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 272 del 21 novembre 2000 con il quale, conformemente alle previsioni dell'art. 14, comma 15, lettera d) sono state impartite le direttive per la collaborazione dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP con l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi, ora Ispettorato Centrale della tutela della qualita' e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari - ICQRF, nell'attivita' di vigilanza;
Visto il Decreto Dipartimentale n. 7422 del 12 maggio 2010 recante disposizioni generali in materia di verifica delle attivita' istituzionali attribuite ai Consorzi di tutela ai sensi dell'art. 14, comma 15 della legge 21 dicembre 1999, n. 526;
Visto il Regolamento (CE) n. 1263 della Commissione del 1° luglio 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' Europee legge n. 163 del 2 luglio 1996 con il quale e' stata registrata la denominazione d'origine protetta "Pecorino Sardo";
Visto il decreto dell' 11 dicembre 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - serie generale - n. 29 del 5 febbraio 2003 con il quale e' stato attribuito al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo il riconoscimento e l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP "Pecorino Sardo";
Visti i decreti 12 dicembre 2005, 28 gennaio 2009 e 29 marzo 2012 con i quali e' stato confermato al Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP "Pecorino Sardo";
Considerato che lo statuto consortile, sottoposto alla verifica di cui all'art. 3, comma 2, del citato decreto dipartimentale del 12 maggio 2010, deve essere modificato al fine di uniformare le previsioni in esso contenute alle sopravvenute esigenze in materia di consorzi di tutela;
Considerato che il Consorzio ha modificato lo Statuto in base alle indicazioni fornite e che le modifiche sono conformi alla normativa vigente;
Ritenuto pertanto necessario procedere all'approvazione dello statuto nella nuova versione recante il numero di repertorio 4951 e il numero di raccolta 3528, allegato C), con rogito a firma del Notaio Gianni Fancello del 13 febbraio 2013, registrato a Nuoro il 20 febbraio 2013 al n. 316,

Decreta:
Articolo unico

Sono approvate la modifiche del testo dello statuto del Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Sardo, recante il numero di repertorio 4951 e il numero di raccolta 3528, allegato C) con rogito a firma del Notaio Gianni Fancello del 13 febbraio 2013, registrato a Nuoro il 20 febbraio 2013 al n. 316.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 18 marzo 2013

Il direttore generale: Vaccari

 


 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
PROVVEDIMENTO 8 marzo 2011

Modifica del disciplinare di produzione della denominazione «Pecorino Sardo» registrata in qualita' di Denominazione di Origine Protetta in forza al Regolamento CE n. 1263 del 1º luglio 1996. (11A03732)
(GU n.65 del 21-3-2011)

IL DIRETTORE GENERALE
dello sviluppo agroalimentare e della qualita'

Visto il regolamento (CE) n. 510 del consiglio del 20 marzo 2006
relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il regolamento CE n. 1263 della commissione del 1° luglio
2006 con il quale e' stata iscritta nel registro delle denominazioni
di origine protette e delle indicazioni geografiche protette la
denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo»;
Considerato che, e' stata richiesta ai sensi dell'art. 9 del
regolamento (CE) n. 510/06 una modifica del disciplinare di
produzione della denominazione di origine protetta di cui sopra;
Considerato che, con regolamento (UE) n 215 della commissione del
1° marzo 2011, e' stata accolta la modifica di cui al precedente
capoverso;
Ritenuto che sussista l'esigenza di pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana il disciplinare di produzione
attualmente vigente, a seguito della registrazione della modifica
richiesta, della D.O.P. «Pecorino Sardo», affinche' le disposizioni
contenute nel predetto documento siano accessibili per informazione
erga omnes sul territorio nazionale;

Provvede:

Alla pubblicazione degli allegati disciplinare di produzione e
scheda riepilogativa della Denominazione di origine protetta
«Pecorino Sardo», nella stesura risultante a seguito dell'emanazione
del regolamento (UE) n. 215 del 1° marzo 2011.
I produttori che intendono porre in commercio la denominazione di
origine protetta «Pecorino Sardo», sono tenuti al rispetto
dell'allegato disciplinare di produzione e di tutte le condizioni
previste dalla normativa vigente in materia.
Roma, 8 marzo 2011

Il direttore generale ad interim: Vaccari
Allegato

Disciplinare di Produzione della D.O.P. "Pecorino Sardo "

La D.O.P. "Pecorino Sardo" e' riservata al formaggio a pasta
semicotta, prodotto esclusivamente con latte intero di pecora,
eventualmente termizzato o pastorizzato, distinto in due tipologie:
"dolce", di breve maturazione (20-60 giorni) e "maturo", a
stagionatura non inferiore ai due mesi, di forma cilindrica a facce
piane con scalzo diritto o leggermente convesso.
La zona di produzione della D.O.P. "Pecorino Sardo" comprende
l'intero territorio della Regione autonoma Sardegna.
La produzione del formaggio a D.O.P. "Pecorino Sardo" avviene secondo
la seguente sequenza operativa:

Il latte intero di pecora, eventualmente inoculato con colture di
fermenti lattici provenienti dalla zona di origine, tassonomicamente
riportabili anche alla specie "Streptococcus thermophilus", viene
coagulato ad una temperatura compresa tra 35°-39° C, con una
quantita' di caglio di vitello tale da completare la coagulazione in
circa 35-40 minuti (comprendendo sia il tempo di presa che il tempo
di indurimento);
- la pasta viene sottoposta a rottura fino al raggiungimento di
granuli di cagliata delle dimensioni di una nocciola, per la
tipologia "dolce" e di un chicco di mais, per la tipologia "maturo";
- la cagliata e' sottoposta quindi a semicottura ad una temperatura
non superiore a 43° C;
- la pasta e' posta negli appositi stampi di forma circolare, di
varie dimensioni a seconda dell'uso del prodotto finito;
- il formaggio e' sottoposto a stufatura e/o pressatura, in
condizioni di temperatura e per tempi tali da consentirne 1'
acidificazione e lo spurgo ottimali;
ultimato lo spurgo del siero, i formaggi vengono salati per via umida
e/o a secco. I tempi di salatura sono brevi e solitamente la
quantita' percentuale di sale sul formaggio tal quale non supera il
valore di 2,0 grammi/100 grammi di formaggio;
- la maturazione si attua in appositi locali la cui temperatura,
compresa tra 6°-12° C, puo' raggiungere anche i valori ambientali e
la cui umidita' sia tra 80-95%.

La D.O.P. "Pecorino Sardo" dolce deve presentare:
- peso: compreso tra 1,0 e 2,3 kg;
altezza dello scalzo: cm 8-10;
diametro delle facce: cm 15-18;
crosta: liscia, morbida, sottile, di colore bianco o paglierino
tenue;
pasta: bianca, morbida ed elastica, compatta o con occhiatura rada e
minuta;
sapore: dolce e aromatico o leggermente acidulo;
grasso sulla sostanza secca: minimo 40%.

Variazioni in piu' o in meno delle dimensioni e del peso dipendono
dalle condizioni tecniche di produzione e dal periodo di maturazione.

La D.O.P. "Pecorino Sardo" maturo deve presentare:
- peso: compreso tra 1,7 e 4,0 kg;
- altezza dello scalzo: cm 10-13;
diametro delle facce: cm 15-22;
- crosta: liscia, consistente, di colore paglierino tenue nel
formaggio giovane, bruno in quello piu' stagionato;
- pasta: bianca, tenue ed elastica, nelle forme giovani, dura o
talora con qualche granulosita' nelle forme piu' stagionate, tendente
con il progredire della stagionatura al paglierino, compatta o con
rada occhiatura;
sapore: gradevolmente piccante;
- grasso sulla sostanza secca: minimo 35%.

Variazioni in piu' o in meno delle dimensioni e del peso dipendono
dalle condizioni tecniche di produzione e dal protrarsi della
stagionatura.
Per entrambe le tipologie di "Pecorino Sardo", "dolce" e "maturo", e'
consentito utilizzare sostanze antimuffa sulla crosta e/o eventuale
oliatura. E' consentito l'uso di un protettivo plastico incolore per
alimenti. Possono essere utilizzati anche coloranti naturali a
condizione che venga rispettato il colore della crosta indicato nel
disciplinare di produzione. Il "Pecorino Sardo" maturo puo' essere
sottoposto ad affumicatura con procedimenti naturali.
Per le due tipologie, terminata la maturazione, e' consentita la
conservazione del prodotto purche' a temperature piu' basse rispetto
a quelle di maturazione. Sono escluse pratiche di surgelazione o
congelamento. E' consentito l'uso del sottovuoto e di un imballaggio
plastico per alimenti.
Il "Pecorino Sardo" maturo puo' essere utilizzato da tavola o da
grattugia.
Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per
ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso
l'iscrizione in appositi elenchi gestiti dalla struttura di
controllo, degli allevatori, dei produttori, degli stagionatori, dei
confezionatori e dei porzionatori, nonche' attraverso la denuncia
tempestiva alla struttura di controllo delle quantita' prodotte, e'
garantita la tracciabilita' del prodotto. Tutte le persone, fisiche o
giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, sono assoggettate al
controllo da parte della struttura di controllo.
Inoltre, al fine di garantire la tracciabilita' ed il controllo, al
momento dello svincolo nella zona di produzione, sulle forme di
"Pecorino Sardo" DOP viene apposto dall'Azienda di Produzione,
mediante timbro ad inchiostro alimentare indelebile, un contrassegno
che costituisce parte integrante del presente disciplinare di
produzione nel quale vengono riportate le iniziali maiuscole della
Denominazione PS seguite dalla parola DOP ed il Casello
Identificativo dell'Azienda di Produzione. Le parole "PS DOP" ed il
Casello Identificativo dell'Azienda di Produzione sono disposte su
due righe separate da uno stretto cono con base leggermente arcuata
rappresentante uno spicchio di formaggio.
Contrassegno della denominazione allo svincolo

Parte di provvedimento in formato grafico

A seguito dello svincolo, considerate le caratteristiche del
prodotto, tenuto conto delle varie fasi intermedie di lavorazione,
tale contrassegno potrebbe non essere piu' visibile. In tal caso, la
tracciabilita' sara' garantita dall'etichettatura.
All'atto di immissione al consumo, tutte le forme di formaggio DOP
"Pecorino Sardo" sono identificate attraverso la corona circolare
esterna dell'etichetta che deve avere una larghezza compresa fra una
dimensione minima di cm 2 ed una dimensione massima di cm 3.
All'interno della corona deve trovare posto un numero di loghi
costitutivi della denominazione, che costituisce parte integrante del
presente disciplinare di produzione, compreso tra 12 e 24 disposti
secondo una simmetria raggiata con la punta della fetta rivolta verso
l'esterno. La lunghezza del marchio deve essere pari all'85% della
larghezza della corona prescelta. Sulla corona non deve apparire
nessun altro tipo di segno o scritta ad eccezione del marchio e del
logotipo.
Il marchio consiste nelle parole "Pecorino Sardo", scritte in
caratteri maiuscoli di colore verde pantone 376, disposte su due
righe separate da uno stretto cono con base leggermente arcuata, di
colore blu pantone 289, rappresentante uno spicchio di formaggio; la
parola "DOP", che segue la parola "Sardo" posta sotto il cono, e'
scritta in maiuscolo di colore verde pantone 376 piu' piccola e
sottile della parola precedente.
L'identificazione delle forme di "Pecorino Sardo" e' completata dalla
presenza, sulla corona esterna, di un contrassegno adesivo,
rilasciato dal Consorzio di Tutela incaricato e dato a tutti gli
aventi diritto nel quale, oltre al marchio, e' riportata la dicitura
Dolce o Maturo, a seconda della tipologia di prodotto, e sono
presenti i riferimenti normativi della registrazione della
denominazione, riportati anche all'interno dell'etichetta, ed il
codice alfanumerico che identifica univocamente la forma.
I colori della corona sono quelli previsti per il marchio a cui si
aggiunge il colore dello sfondo beige pantone 1205.
Il "Pecorino Sardo" DOP, che ha necessariamente completato il periodo
di stagionatura nella zona di produzione, puo' essere confezionato
anche al di fuori della Regione Sardegna in forma intera e porzioni
di forma, anche sottovuoto o in atmosfera modificata. I
confezionatori e/o i porzionatori devono comunque stipulare una
apposita convenzione con il Consorzio di tutela incaricato della
vigilanza, il quale rilascia un codice identificativo a ciascuna
ditta.
Sulle porzioni di forma confezionate sottovuoto o in atmosfera
modificata, tale codice identificativo viene riportato all'interno di
un contrassegno impresso sulla corona esterna dell'etichetta nel
quale oltre al marchio e' riportata la dicitura Dolce e Maturo, a
seconda della tipologia del prodotto e sono presenti i riferimenti
normativi della registrazione della denominazione.
Logo della Denominazione alla vendita

Parte di provvedimento in formato grafico

SCHEDA RIEPILOGATIVA

Regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio relativo alla protezione
delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine

"Pecorino Sardo"

N° CE:

D.O.P. ( X ) I.G.P. ( )

La presente scheda riepilogativa presenta ai fini informativi gli
elementi principali del disciplinare.
1. Servizio competente dello Stato membro
Nome: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Indirizzo: Via XX Settembre, 20 - 00187 Roma
Tel: 06 - 46655104
Fax: 06 - 46655306
E-mail: saco7@politicheagricole.gov.it

2, Associazione
Nome: Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Sardo
Indirizzo: Via S. Alenixedda n. 2 - 09128 Cagliari
Tel 070372885
Fax: 070372885
E-mail: info@pecorinosardo.it
Composizione: Produttori/Trasformatori ( x ) Altro ( ).

3. Tipo di prodotto:
Classe 1.3 - Formaggi

4. Disciplinare: (sintesi dei requisiti di cui all'art.4, paragrafo
2, del regolamento (CE) n. 510/2006)
4.1 Nome: "Pecorino Sardo"
4.2 Descrizione:
Il Pecorino Sardo DOP e' un formaggio di latte intero di pecora, a
pasta semi-cotta, distinto in due tipologie: "dolce", di breve
maturazione (20-60 giorni), e "maturo", a stagionatura non inferiore
ai due mesi, di forma cilindrica a facce piane con scalzo diritto o
quasi diritto; la pasta si presenta morbida ed elastica.
4.3 Zona geografica:
La zona di produzione del Pecorino Sardo DOP comprende l'intero
territorio della Regione autonoma della Sardegna.
4.4 Prova dell'origine:
Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per
ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso
l'iscrizione in appositi elenchi gestiti dalla struttura di
controllo, degli allevatori, dei produttori, degli stagionatori, dei
confezionatori e dei porzionatori, nonche' attraverso la denuncia
tempestiva alla struttura di controllo delle quantita' prodotte, e'
garantita la tracciabilita' del prodotto. Tutte le persone, fisiche o
giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, sono assoggettate al
controllo da parte della struttura di controllo.
4.5 Metodo di ottenimento:
La pasta del Pecorino Sardo DOP deve essere ottenuta da latte intero
di pecora, eventualmente inoculato con colture di fermenti lattici
provenienti dalla zona di origine, tassonomicamente riportabili anche
alla specie Streptococcus termophilus ed eventualmente termizzato o
pastorizzato, con aggiunta di caglio di vitello, e deve essere
sottoposta a rottura fino al raggiungimento di granuli di cagliata
delle dimensioni di una nocciola, per la tipologia "dolce" e di un
chicco di mais, per la tipologia "maturo", e, quindi, ad una
semi-cottura, cui seguono le fasi di pressatura, di salatura e di
stagionatura, quest'ultima per la tipologia "maturo" puo' includere
anche l'affumicatura con mezzi naturali. Il pecorino nella tipologia
dolce e' stagionato dai 20 ai 60 giorni mentre il pecorino maturo ha
una stagionatura non inferiore ai due mesi.
4.6 Legame con l'ambiente geografico:
Per i fattori naturali, si segnalano le particolari caratteristiche
delle zone destinate all'allevamento ovino in Sardegna, che sfruttano
essenzialmente pascoli naturali, ricchi di essenze spontanee
conferenti particolari qualita' al latte destinato alla
trasformazione casearia. Per i fattori umani, si segnala l'importanza
socio-economica per la popolazione isolana della pastorizia
tradizionale che spesso risulta essere unica fonte di reddito in zone
senza valide alternative di sviluppo economico.
4.7 Organismo di controllo:
Nome: OCPA Organismo di controllo dei formaggi Pecorino Romano Dop,
Pecorino Sardo Dop, Fiore Sardo Dop
Indirizzo: Zona Industriale Macomer c/o Consorzio latte, 08015
Macomer
Tel.: +390785742196
Fax: +390785742197
E-mail: ocpa.cert@tiscali.it
4.8 Etichettatura:
Il formaggio Pecorino Sardo DOP viene immesso al consumo munito di
apposito contrassegno costitutivo della denominazione di origine.
Logo della Denominazione alla vendita


 

Gazzetta n. 43 del 22 febbraio 2010
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 5 febbraio 2010

Modifica del decreto 6 giugno 2003, relativo alla protezione transitoria accordata a livello nazionale alla modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo» registrata con regolamento (CE) n. 1263/96 della Commissione del 1° luglio 1996.

IL CAPO DIPARTIMENTO
delle politiche competitive del mondo rurale
e della qualita'

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche, ed in particolare l'art. 16, lettera d);
Visto il decreto 6 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 143 del 23 giugno 2003 relativo alla protezione transitoria accordata a livello nazionale alla modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo» registrata con regolamento (CE) n. 1263/96 della Commissione del 1° luglio 1996;
Vista la nota del 1° febbraio 2010, con la quale il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha trasmesso la documentazione relativa alla domanda di approvazione della modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo» modificata in accoglimento delle richieste della Commissione UE;
Ritenuta la necessita' di riferire la protezione transitoria a livello nazionale al disciplinare di produzione modificato in accoglimento delle richieste della Commissione UE;

Decreta:
Articolo unico

La protezione a titolo transitorio a livello nazionale, accordata con decreto 6 giugno 2003 alla modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta «Pecorino Sardo» registrata con regolamento (CE) n. 1263/96 della Commissione del 1° luglio 1996, e' riservata al prodotto ottenuto in conformita' al disciplinare di produzione consultabile nel sito istituzionale di questo Ministero all'indirizzo www.politicheagricole.gov.it.
Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 5 febbraio 2010

Il capo Dipartimento: Nezzo


 

Gazzetta n. 39 del 17 febbraio 2009
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 28 gennaio 2009

Conferma dell'incarico al Consorzio per la tutela del formaggio «Pecorino Sardo» D.O.P., a svolgere le funzioni di cui all'articolo 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526.


IL CAPO DIPARTIMENTO
delle politiche di sviluppo economico e rurale

Visto il regolamento (CE) n. 510/06 del Consiglio del 20 marzo 2006 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge comunitaria 1999.
Visto l'art. 14 della citata legge 21 dicembre 1999, n. 526, ed in particolare il comma 15 che individua le funzioni per l'esercizio delle quali i Consorzi di tutela delle DOP, delle IGP e delle STG possono ricevere, mediante provvedimento di riconoscimento, l'incarico corrispondente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
Visti i decreti ministeriali 12 aprile 2000, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 97 del 27 aprile 2000, recanti disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP), e individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP), emanati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in attuazione dell'art. 14, comma 17 della citata legge n. 526/1999;
Visto il decreto 12 settembre 2000, n. 410 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 9 del 12 gennaio 2001 con il quale, in attuazione dell'art. 14, comma 16 della legge n. 526/1999, e' stato adottato il regolamento concernente la ripartizione dei costi derivanti dalle attivita' dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP incaricati dal Ministero;
Visto il decreto legislativo19 novembre 2004 n. 297, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 293 del 15 dicembre 2004, recante «disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92», relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il decreto 12 ottobre pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 272 del 21 novembre 2000 con il quale, conformemente alle previsioni dell'art. 14, comma 15, lettera d) della legge n. 526/1999 sono state impartite le direttive per la collaborazione dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP con l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi, ora Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualita' dei prodotti agroalimentari - ICQ, nell'attivita' di vigilanza;
Visto il decreto 10 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale n. 134 del 12 giugno 2001, recante integrazioni ai citati decreti del 12 aprile 2000;
Visto il decreto 4 maggio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 112 del 16 maggio 2005, recante integrazione ai citati decreti del 12 aprile 2000;
Visto il decreto 4 maggio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 112 del 16 maggio 2005, recante modalita' di deroga all'art. 21 del citato decreto 12 aprile 2000, recante disposizioni generali relativi ai requisiti di rappresentativita' per il riconoscimento dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP;
Visto il decreto 5 agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 191 del 18 agosto 2005, recante modifica al citato decreto del 4 maggio 2005;
Visto il regolamento (CE) n. 1263 della Commissione del 1° luglio 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' Europea L. 163 del 2 luglio 1996 con il quale e' stata registrata la denominazione d'origine protetta «Pecorino Sardo».
Visto il decreto ministeriale 11 dicembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 29 del 5 febbraio 2003, con il quale e' stato attribuito al Consorzio per la tutela del formaggio DOP «Pecorino Sardo» il riconoscimento e l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo»;
Visto il decreto ministeriale 12 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - serie generale - n. 303 del 30 dicembre 2005, con il quale e' stato confermato per un triennio al Consorzio per la tutela del formaggio DOP «Pecorino Sardo» l'incarico svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo»;
Considerato che la condizione richiesta dall'art. 5 del decreto 12 aprile 2000 sopra citato, relativo ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela e' soddisfatta, in quanto il Ministero ha verificato la partecipazione, nella compagine sociale, dei soggetti appartenenti alla categoria «caseifici» nella filiera «formaggi» individuata all'art. 4, lettera a) del medesimo decreto, che rappresentano almeno i 2/3 della produzione controllata;
Considerato che il citato Consorzio non ha modificato il proprio statuto approvato con il decreto 7 ottobre 2004 sopra citato;
Ritenuto pertanto necessario procedere alla conferma dell'incarico in capo al Consorzio per la tutela del formaggio «Pecorino Sardo» a svolgere le funzioni indicate all'art. 14, comma 15 della citata legge n. 526/1999.
Decreta:

Articolo unico

1. E' confermato per un triennio, a decorrere dalla data di emanazione del presente decreto, l'incarico gia' concesso con il decreto 11 dicembre 2002 e gia' confermato per un triennio con decreto 12 dicembre 2005, al Consorzio per la tutela del formaggio «Pecorino Sardo» con sede in via Sant'Alenixedda n. 2 - Cagliari, a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP «Pecorino Sardo».
2. Il predetto incarico, che comporta l'obbligo delle prescrizioni previste nel decreto 11 dicembre 2002, puo' essere sospeso con provvedimento motivato e revocato ai sensi dell'art. 7 del decreto 12 aprile 2000, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 28 gennaio 2009

Il Capo Dipartimento: Nezzo

NOVITA

 
 
 

 

NOVITA

 

Tutti i disciplinari delle denominazioni di origine dei vini italiani